Ecco lo steward da spiaggia per accogliere i turisti

Confcommercio, nasce una nuova figura professionale per le strutture balneari Da lunedì le selezioni, poi via al corso di formazione aperto a 20 disoccupati
PESCARA. Nasce una nuova figura professionale, per le spiagge e le strutture balneari abruzzesi. È quella dell’operatore di servizi balneari, un addetto in grado di rispondere alle esigenze dei clienti, anche quelli che arrivano da altri paesi e che hanno bisogno, ad esempio, di informazioni turistiche. I primi saranno formati a breve, seguendo un percorso di preparazione di 142 ore, tra teoria e pratica, e questa estate saranno pronti per lavorare. Anzi, ci sono già degli operatori disposti ad assumerli.
Ora è il momento di farsi avanti, di candidarsi per partecipare alle lezioni, che saranno gratuite e curate da Sinergie Education srl negli spazi della Confcommercio, promotrice di questa iniziativa insieme all’Ente bilaterale turismo Abruzzo (Ebtu).
Il percorso formativo, spiega Elisa Antonioni di Sinergie education, è rivolto a venti persone (uomini e donne) che saranno scelte tra disoccupati, inoccupati e immigrati (in possesso del permesso di soggiorno), oltre ad appartenenti alle categorie svantaggiate. E vedrà la partecipazione diretta dei balneatori, come “docenti”, per consentire agli “allievi” di vivere una esperienza all’interno delle attività, ed «esercitare le conoscenze e competenze acquisite nel percorso formativo».
Le imprese interessate a segnalare figure da formare possono scrivere all’indirizzo opservizibalneari@sinergie.education oppure telefonare al numero 085/4518929.
Le selezioni (con colloquio motivazionale e test di conoscenza della lingua italiana e di cultura generale) avverranno da lunedì prossimo a venerdì, dopodiché prenderà il via il corso, entro i primi 15 giorni di aprile.
Riccardo Padovano, segretario regionale del Sib Confcommercio, che dallo scorso anno puntava alla realizzazione di questo progetto, è soddisfatto di aver individuato una strada «per concretizzarlo», attraverso «una società che si occupa di formazione. Quindi andiamo oltre la preparazione che può essere assicurata da un singolo operatore, che si baserebbe sulla propria esperienza personale».
Padovano pensa allo «steward di spiaggia» come ad una professionalità diversa dal bagnino: una persona che «assista il bagnante, sa un po’ di inglese e conosce la geografia turistica». Si è voluto, cioè, dare importanza a un ruolo «che per l’opinione pubblica è secondario ma non è affatto così, visto che ci sono collaboratori di strutture balneari che sono diventati gestori», dice Giampiero Giovannetti, presidente dell’Ebtu. E il suo vice, Davide Frigelli, fa notare che chi aderisce a questo progetto «deve essere una azienda che mette in regola i lavoratori», dando loro «una opportunità», dopo la formazione. L’Ente non può che ribadire il proprio “no” «al lavoro nero e all’impoverimento del lavoro».
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