Ecco perché l’Abruzzo resta ad alto rischio

7 Marzo 2021

Il rapporto della cabina di regia evidenzia due punti molto deboli sulla tempestività di scoprire i casi

L’AQUILA. Scende l'indice di contagio Rt in Abruzzo (0.96), ma la regione resta nella fascia di "classificazione complessiva ad alto rischio”. Il vero punto debole individuato dalla cabina di regia e che, secondo gli esperti del ministero, produce conseguenze negative sulla gestione dei contagi e nell'aumento di casi e ospedalizzazioni, sta nelle carenze di tracciamento sui territori delle quattro Asl.
L’Abruzzo, insieme a Campania e Lombardia, mostra carenze all'interno del report settimanale di governo e Iss su due punti chiave. Il primo riguarda le difficoltà a garantire adeguate risorse per l'isolamento, la quarantena e quindi l'individuazione dei casi. L'altro è un peggioramento nell'abilità di testare tempestivamente tutti i casi sospetti.
Di positivo c'è invece la discesa dell'indice di contagiosità che però da solo non permette di fermare virus e ricoveri, almeno nell'immediato.
SERVIZI SANITARI. A “inguaiare” l'Abruzzo è quindi la scarsa «resilienza dei servizi sanitari territoriali». A questo va unita la carenza di posti letto che sta mettendo in ginocchio i reparti Covid degli ospedali abruzzesi. L'Abruzzo, se legge sul report, presenta un trend in aumento, sopra il 5 per cento, della percentuale di positivi sul territorio, nei pronto soccorsi e negli ospedali.
INDAGINE EPIDEMIOLOGICA. L'altro problema riguarda una diminuzione del numero di casi confermati per cui sia stata effettuata una regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti sul totale di nuovi casi di infezione confermati. Si tratta di un'attività molto importante per capire l'evoluzione del virus in un territorio.
Ogni regione dev’essere in grado di dimostrare questa capacità di tracciamento almeno nel 90% dei casi. Secondo la cabina di regia, in base ai dati inviati dall'assessorato alla Sanità, l'Abruzzo è sceso all'89.8%. Quindi sotto il minimo indispensabile per un discreto tracciamento. Solo Lombardia (81.4%) e Campania (88.7%) controllano peggio dell'Abruzzo questo tipo di tracciamento.
Non sono percentuali di poco conto visto che da questi numeri dipende il controllo dei contagi in un territorio.
IL PERSONALE. Secondo il report, in Abruzzo ci sono un numero e una tipologia di figure professionali dedicate a livello locale non adeguati in base agli standard raccomandati a livello europeo.
Una questione calda già da mesi visto che non è la prima volta che questo dato viene segnalato all'Abruzzo dall'Istituto superiore della sanità.
Ad aggravare la situazione un episodio che ha interessato l'area metropolitana di Chieti-Pescara dove si è verificata una carenza di personale nello staff del Servizio di igiene epidemiologia e sanità pubblica della Asl ed è stato necessario formare venti persone per tamponare la situazione. Ciò dovrebbe riportare il servizio alla normalità ma i risultati saranno comunque graduali e dovrebbero consistere in un tracciamento più efficace.
LA CURVA. I contagi, secondo il report settimanale, che valuta un arco temporale di 14 giorni, hanno subito un aumento dell'1.6%. C'è anche aumento del 10.1% del numero di casi per data diagnosi e data inizio sintomi riportati alla sorveglianza integrata. Una criticità importante riguarda il tasso d’occupazione di posti letto in terapia intensiva e area medica, entrambi oltre il 40%. (p.g.)