Ecco tutti i consigli per difendersi

Diffidare dei regali in arrivo via mail e degli affari con sconti fino all’80 per cento
PESCARA. Ci sono alcuni consigli da tenere a mente, per aggirare i pericoli della "rete". E arrivano dalla polizia postale, che riceve segnalazioni continue e monitora l'andamento di alcuni fenomeni, che spesso si ripresentano ciclicamente. La Polpost, diretta da Elisabetta Narciso, lancia l'allerta sui falsi buoni del supermercato. La segnalazione di un regalo in arrivo avviene via mail (e la pandemia ha incrementato questo tipo di comunicazioni truffaldine, il phishing). Il consiglio è di «diffidare e consultare il sito ufficiale, in questo caso quello del supermercato, senza rispondere alle mail e senza cliccare sui link che contengono». Se si fa shopping on line, vanno sempre scelti «i siti originali, per cui la prima cosa da fare è verificare l'autenticità del sito». Una garanzia è costituita dai «dati identificativi dell'attività», che dovrebbero essere sempre indicati on line, dalla partita Iva al numero di telefono. Attraverso Google, poi, «si può studiare se altri clienti hanno inserito dei commenti» negativi su quel determinato negozio. E' meglio «pagare in contrassegno e ritirare direttamente la merce», se l'acquisto è avvenuto in un punto vendita vicino, ovviamente. E poi, «massima attenzione al prezzo»: la ricerca dell'affare è normale ma se si pensa di poter risparmiare l'80% su un articolo griffato, ci potrebbe essere qualcosa che non va. E' accaduto, a Francavilla, che qualcuno sia stato truffato con il pretesto della ricarica di una carta prepagata: anziché ricevere denaro da una persona malata di Covid che non poteva uscire di casa, lo ha versato. Serve «attenzione» anche per la telefonia mobile, considerato che «è possibile che vengano addebitati dei servizi a pagamento mai attivati» dall'utente. La prima cosa da fare è «tenere d'occhio le fatture del cellulare» per accertarsi che non ci siano voci particolari a sovrapprezzo. Didattica a distanza la Polpost fa presente che «è necessario un controllo maggiore dei docenti sulle impostazioni della classe virtuale e sugli alunni di volta in volta presenti, per evitare intrusioni». (f.bu.)

