Eccoli sfilare nella notte mentre li portano in cella

28 Settembre 2018

Saranno interrogati domani. I vicini di casa a Lanciano raccontano che tipi erano Uno di loro li ha visti portare materassi, un altro gli ha regalato i mobili del salotto

LANCIANO. Sfilano a mezzanotte fuori dal commissariato, scortati da polizia e carabinieri, i primi tre fermati per la rapina choc in villa. Diretti nel carcere di Villa Stanazzo, dove domani saranno interrogati dal gip Massimo Canosa. Nel quartiere Borgo, dove alloggiavano fino a martedì, sono facce note, notissime, tanto da sapere dove parcheggiano l’auto, cosa ordinano al bar e che vestiti indossano. I tre sono spesso in giro, nei bar, a bere birra o caffè al vetrino al cioccolato di cui sono ghiotti, e a chiacchierare tra loro. Vestono bene, hanno gioielli vistosi alle mani, ma non hanno un lavoro fisso. Fanno i pittori, i giardinieri e i muratori all’occorrenza. Nel palazzo al civico 112 però, nonostante le forze dell’ordine abbiano dichiarato che vi risiedessero da almeno un anno, sono stati visti abbastanza di recente. Una decina di giorni fa la gente di corso Roma li ha notati perché trascinavano un materasso e poi una rete. «L’appartamento era già vuoto», dice una commerciante, «ho visto io portarci dentro le cose, ma non più di una decina di giorni fa». «Mia moglie mi ha rimproverato perché ho regalato loro i mobili del salotto», dice un vicino di casa, «valevano qualcosa e io li ho dati a loro. Chi poteva immaginare quello che facevano?». Nessuno lo immaginava, ma in tanti lo sospettavano. «Sempre in giro, mattina e pomeriggio», dice un altro esercente, «se non hai un lavoro fisso come fai a comprarti quei vestiti? Non hanno mai dato fastidio né alzato la voce o il gomito, ma certo le facce non erano rassicuranti. Di sera spesso facevano i testacoda con la Golf nera che è stata trovata dalla polizia, sfrecciavano a velocità in piazza Garibaldi e lungo corso Roma e si divertivano a fare le sgommate». Proprio l’auto è stata il loro marchio. Prima che i carabinieri posizionassero un Gps per controllare i loro spostamenti a seguito di forti sospetti su diversi furti avvenuti in città e nel comprensorio, la Golf nera era già abbastanza nota nel quartiere. La ricordano in molti e compare lo scorso luglio perfino nel controllo a tappeto della polizia municipale sulla Ztl avviata nel quartiere. La targa romena aveva indotto i militari ad approfondire i controlli, ma l’auto era risultata “pulita”. Uno dei tre indiziati è stato notato anche in compagnia di una donna e di un bambino. Che sia anche lei una delle componenti della banda? «Di facce così, ragazzi, adulti, “pali” che vengono a chiedere a che ora chiude il negozio, se ne vedono tutti i giorni», racconta un commerciante, «ma se facciamo una segnalazione alle forze dell’ordine il nome e cognome lo chiedono a noi. Certo nessuno poteva immaginare che questi ragazzi fossero capaci di tale crudeltà».
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