«Ecografia nel 2017? È un disservizio»

1 Maggio 2016

Mancini: ecco come riorganizzeremo Pescara e Penne

PESCARA. «È vero, c'è stato un disservizio. E quello che è successo è sgradevole. Disdicevole». Il manager della Asl, Armando Mancini, ammette che qualcosa non ha funzionato, nel momento in cui a una donna incinta è stato chiesto di spostare l'appuntamento per un'ecografia dall’ospedale di Pescara a quello di Penne, a causa di una momentanea riduzione di personale. Scaturisce tutto dal fatto che in questo momento l’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia ha meno medici in servizio, tra malattie e ferie, ma si tratta di un problema temporaneo. E poi la Asl si è attivata per rivedere le cose, tanto alla Ginecologia di Pescara quanto a Penne, dove è stato chiuso di recente il Punto nascita (dirottando i parti a Pescara), e sta studiando la riorganizzazione dell’intero ospedale San Massimo.

Pur ammettendo il disservizio, il direttore generale fa notare che non si tratta di un «non-servizio», perché a questa donna «è stata data la possibilità di essere sottoposta gratuitamente ad ecografia in un’altra struttura pubblica» della Asl, e la stessa cosa vale anche per le altre donne incinte che hanno dovuto o dovranno affrontare questo disagio, considerato che il trasferimento a Penne (o nei distretti sanitari di Pescara) andrà avanti per tutto il mese di maggio. Il paradosso è che la futura mamma, e altre come lei, è stata invitata a spostarsi all'ospedale di Penne, lo stesso dove il punto nascita è stato soppresso da poco con la promessa, da parte della Regione, di potenziare altrove Ostetricia e Ginecologia.

Eppure, la donna si era organizzata da tempo per questa ecografia. A novembre, quando ha saputo dell’arrivo del secondo figlio, ha prenotato le tre ecografie gratuite assicurate in gravidanza: la translucenza nucale, la morfologica e l’ecografia di accrescimento, previste rispettivamente nel primo, secondo e terzo trimestre. Nei giorni scorsi, è stata contattata dal Cup per spostare l’appuntamento della terza ecografia da Pescara a Penne ma, avendo delle difficoltà, si è presa tempo per decidere e dopo 24 ore si è sentita dire che non c’è più posto né a Penne né a Pescara, dove al distretto di Pescara Nord il testo è possibile solo nel 2017, per cui resta in attesa di una risposta dalla Asl, e non esclude di rivolgersi a un privato (qui, però, la spesa varia da 100 a 250 euro).

Affrontando la questione nella sua globalità, Mancini, affiancato dal direttore sanitario, Valterio Fortunato, fa notare che a Pescara il reparto di Ostetricia e Ginecologia «deve essere riorganizzato» mentre a Penne il punto nascita è venuto meno il 30 marzo e «i parti sono stati dirottati a Pescara, con un incremento del carico di lavoro rispetto al passato». Il personale in reparto allo Spirito Santo è praticamente al completo, visto che su 24 medici in pianta organica in questi giorni sono operativi 23. Tra aumento dei parti, ferie e malattie può accadere, ed è accaduto, che si creino «delle situazioni disdicevoli», come il dirottamento di una serie di ecografie alle donne in gravidanza e il trasferimento in altre sedi della Asl. «Ma siamo in grado di accogliere le future mamme a Penne, dove il servizio di ginecologia e il day surgery di ginecologia sono rimasti in piedi, e sono una cosa diversa dal Punto nascita, che invece ha chiuso i battenti», spiegano sempre Mancini e Fortunato. A Penne, si prevedono altri cambiamenti, alcuni già programmati e alle porte, altri da mettere nero su bianco.

Nell’ospedale del centro vestino «sarà trasferito a breve il servizio di interruzione volontaria della gravidanza, che ora si trova a Pescara», annunciano i due dirigenti. Con questa scelta, si vuole «garantire una maggiore privacy alle donne che decidono di interrompere la gravidanza» e, in queste settimane, si sta lavorando per riscrivere il futuro del San Massimo, che dovrebbe essere classificato come «ospedale di zona disagiata», nel riordino dei presidi sanitari. Se arriverà il via libera del ministero a questa ipotesi, l’ospedale di Penne avrà «il Pronto soccorso e nuove attività, servizi e ambulatori». Il che vuol dire, per la Asl, che si sta cercando di «tutelare la collettività, evitando ai cittadini che hanno bisogno di cure di doversi spostare sul territorio».

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