Ecomostri sul mare Ora c’è lo “sconto”

Francavilla, in Consiglio nuovo provvedimento urbanistico La minoranza: così si svende il nostro patrimonio pubblico
╘di Loris Zamparelli
FRANCAVILLA AL MARE. Uno dei problemi irrisolti di Francavilla è quello delle strutture alberghiere abbandonate o in costruzione, ma lasciate a metà. Alcune sono situate in zona turistica, sul lungomare. È il caso dell’ecomostro di contrada Pretaro, al confine con Pescara, o l'ex hotel Vega. Per questi fabbricati, si era ipotizzata la possibilità di sfruttare i contenuti di una delibera consiliare del 2011, che consente il cambio di destinazione d'uso, da turistico-alberghiero a residenziale. In pratica, il Comune, a fronte del pagamento di una somma, consente ai proprietari di trasformare quei fabbricati abbandonati in case o alloggi sul mare.
Il consigliere di minoranza, Stefano Di Renzo, segnala che ai proprietari di tali strutture potrebbe essere concesso persino uno sconto. Nella proposta di delibera da sottoporre al vaglio del Consiglio, si afferma infatti che «le adesioni per cambiare le destinazioni d'uso agli immobili, da turistico-ricettiva e alberghiera a quella residenziale, sono state inferiori a quelle attese». Da qui, la decisione di offrire un incentivo, con riduzione del 50% delle somme da versare quale plusvalore. La delibera sarà discussa nella prossima assemblea civica, oggi se ne parlerà in commissione.
«Abbiamo contestato il merito di questo provvedimento, sin dalla sua nascita», annota Di Renzo, «perché comprime l'offerta alberghiera della città. Con pochi posti letto, del resto, è impensabile parlare di turismo. Oggi rimaniamo esterrefatti dalla svendita che l'amministrazione fa del territorio. Vi erano già stati, negli anni precedenti, significativi ribassi del plus valore che il privato deve corrispondere all'ente, oggi addirittura si passa a quasi regalare cubature di cemento in cambio di pochi spiccioli. Il tutto, senza aver allegato alcun parere tecnico».
«Di Renzo», ribatte il sindaco Antonio Luciani, «fa una serie di considerazioni che nulla hanno a che vedere con la delibera. Parla di carichi urbanistici, quando non è previsto un metro cubo di cemento in più. Il fatto vero è che da ormai sei anni ci sono strutture completamente ferme e inutilizzate sul nostro territorio. Penso all'ecomostro, all'ex hotel Vega, all'ex hotel Principe. Capisco che nella città di Di Renzo queste cose possono essere considerate normali, ma nella città di Luciani e della sua amministrazione non lo sono affatto. È compito di un’amministrazione comunale interagire, aiutare, intervenire affinché l'economia della città si rigeneri attraverso le nuove occupazioni di immobili. Essere di supporto alle imprese oggi non è una cosa malvagia. Che sia in atto una crisi del settore immobiliare a livello nazionale ce ne siamo accorti tutti. O no?».
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