Edifici più alti e moderni per la città del futuro

12 Febbraio 2017

L’assessore Civitarese spiega le nuove norme: incentivi per abbattere e costruire Positive le prime reazioni del mondo politico, dubbi dell’associazione di categoria

PESCARA. Edifici più alti fino a 25 metri di altezza, per ridurre il consumo del territorio. Quartieri più moderni, grazie agli incentivi che consentiranno di abbattere vecchi fabbricati per costruire quelli nuovi. Procedure più semplici con minori tempi di attesa per l’avvio dei lavori. Prevedono tutto questo le nuove norme tecniche di attuazione del Piano regolatore illustrate ieri dall’assessore all’urbanistica Stefano Civitarese. Si tratta per ora di proposte, suscettibili di modifiche durante i passaggi in giunta e poi in consiglio.

È stato scelto l’Aurum, l’edificio simbolo della città che rinasce dalla sua storia, per presentare il provvedimento per regolamentare il futuro sviluppo edilizio di Pescara. In questo modo l’urbanistica, ferma da due anni e mezzo, è finalmente ripartita. Diverse le novità rese note alla platea radunata nell’ex liquorificio. Presenti, tra gli altri, il sindaco, assessori e consiglieri, ma anche architetti, come l’ex presidente dell’Ordine Massimo Palladini e l’ex Mister traffico del Comune Giuseppe Di Giampietro, e costruttori rappresentati dal presidente dell’Ance Marco Sciarra.

Diverse le novità contenute nelle nuove norme tecniche. Innanzitutto, un diverso sistema di calcolo degli indici di edificabilità nelle zone di completamento. In pratica, si passerà da un metro cubo su metro quadrato, a due metri cubi su metro quadrato, ma nel computo delle volumetrie saranno inseriti anche vani scala, androni, sottotetti, finora esclusi. È il cosiddetto sistema a scatola dove verrà conteggiato tutto quello che farà parte dell’edificio.

«Attualmente la superficie calcolata non corrisponde alla realtà», spiega Civitarese, «questo nuovo sistema dovrebbe favorire le demolizioni di edifici vecchi e degli anni Sessanta e le ricostruzioni di fabbricati più moderni». L’assessore ha usato, in proposito, il termine «rigenerazione del tessuto urbano». Il presidente dell’associazione dei costruttori, Ance, Marco Sciarra ha tuttavia espresso qualche dubbio sul nuovo sistema di calcolo e ha richiesto ulteriori verifiche. «Siamo aperti al dialogo», è stata la risposta di Civitarese.

Altra novità riguarda la norma che consentirà di costruire in altezza, fino a 25 metri. Regola già inserita in una delibera del 2011, dell’allora assessore all’urbanistica Marcello Antonelli, attuale capogruppo di Forza Italia (presente anche lui ieri), poi bloccata dall’opposizione. Ora viene riproposta. «In questo modo, si consumerà meno territorio», spiega Civitarese. Confermato, per ora, il divieto di realizzare piani seminterrati o interrati nelle zone ricadenti nelle aree a rischio indicate nel Piano stralcio di difesa dalle alluvioni. «Ma il Comune ha presentato osservazioni a questo Piano regionale perché è troppo rigido», rivela l’assessore. Inoltre, le nuove norme dovrebbero semplificare e rendere più veloci le procedure per costruire nei comparti. «Si potrà utilizzare maggiormente la Scia (certificato di inizio attività) al posto dei permessi di costruire», sottolinea. L’assessore ha poi illustrato in grandi linee la bozza di recepimento delle norme sul Decreto sviluppo che prevedono aumenti di volumetria per chi deciderà di demolire e ricostruire. «Alla premialità del 20 per cento fissata dal governo», avverte Civitarese, «aggiungiamo un altro 30 per cento per le ricostruzioni in zone centrali, riviera esclusa, e di Porta Nuova». Positive le prime reazioni dei politici presenti. «Il giudizio non è negativo, anche se vanno discussi alcuni punti», commenta Antonelli.

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