«Edilizia in crisi profonda È necessaria una svolta»

11 Marzo 2018

Città Sant’Angelo. Allarme al congresso regionale della Feneal Uil per i ritardi nell’avvio dei lavori programmati dal Masterplan e i cantieri della Ricostruzione  

CITTÀ SANT’ANGELO. Emergenza disoccupazione, nodo pensioni e spopolamento delle aree interne i temi al centro del congresso Feneal Uil, che ha segnalato lo stato di crisi profonda dell’edilizia. “Lavoro: un diritto da ricostruire”, il focus della giornata di lavori che ha riunito ieri, a Città Sant’angelo, la federazione di categoria che rappresenta i dipendenti delle imprese di costruzione, legno e boschivo. Un appuntamento ricco di spunti, chiusp con la conferma del segretario regionale Gianni Panza, e dei territoriali Luigi Di Donato, L’Aquila-Teramo, e Louis Panza, Pescara-Chieti.
«L'Abruzzo» ha detto nella sua relazione Giovanni Panza, «è divorato dalla disoccupazione e dalla devastazione causata dai disastri naturali, minacciato costantemente da dissesti idrogeologici. Dei 2,5 miliardi trionfalisticamente dichiarati dal governatore, fra masterplan e fondi europei», si chiede Panza, «quando ne vedremo la cantierizzazione? Potrebbero far uscire definitivamente la nostra regione dalla crisi, dando risposta a circa 50mila inoccupati. L’Abruzzo è al centro di una quantità straordinaria di investimenti, ma il motivo è anche perché dal 2007 al 2014 gli investimenti in infrastrutture in Abruzzo si erano ridotti del 32 per cento su un importo complessivo già esiguo. Dunque, è buono il rovesciamento di clima», ha riconosciuto il segretario Feneal, «ed esprimiamo apprezzamento per tutto ciò, ma la macchina è ingessata perché i lavori non partono. È inconcepibile, in questo momento storico, imbattersi in lungaggini burocratiche che non fanno altro che rallentare l’esecuzione delle opere e l’attivazione di un vortice economico di primaria importanza». In merito alla ricostruzione del sisma del 2009, Panza ha aggiunto che «procede in modo disomogeneo: benino L’Aquila, male tutto il resto d’Abruzzo. Per il terremoto 2016-2017 siamo messi malissimo. È ancora tutto fermo. Le casette non sono state neanche messe a gara e addirittura le macerie sono ancora tutte lì».
Al dibattito hanno partecipato Fabrizio Pascucci, segretario nazionale Feneal Uil, Luigi Di Donato, segretario Feneal Uil L’Aquila-Teramo, Louis Panza, segretario Feneal Uil Pescara-Chieti, Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo, e Emilio Correale, segretario nazionale Feneal Uil. Quest’ultimo nelle conclusioni ha ribadito che «si perdono i finanziamenti quando si dorme, e questo è grave in una regione che sconta forti ritardi sul dissesto idrogeologico. Possibile che tutto si risolva con lo spopolamento dei centri interni? Perché non ipotizziamo un processo inverso dalle città alle zone interne? Questo genera nuovo lavoro e il settore edile si candida ad avere un ruolo trainante».
Al termine del congresso è stato approvato il documento finale in cui Feneal Uil Abruzzo ribadisce che «occorre rilanciare un modello di sviluppo che restituisca qualità e dignità al lavoro, che riconosca il lavoratore e le sue rappresentanze come una risorsa». Ribadita la «necessità di rilanciare il settore attraverso la programmazione della messa in sicurezza del territorio e degli edifici pubblici e privati, perseguendo la sostenibilità a livello ambientale».
Se è fondamentale la valorizzazione degli enti bilaterali di settore, Feneal restituisce centralità al «tema della sicurezza sui luoghi di lavoro e della legalità» e auspica di «arrivare in tempi brevi alla sottoscrizione del contratto collettivo nazionale ribadendo l’importanza e la centralità dei due livelli contrattuali, nazionale e territoriale». La federazione poi «sollecita l’impegno ad affrontare, a tutti i livelli, il nodo delle pensioni per gli edili: la legge Fornero va messa in discussione. Va rivendicato ad ogni livello il riconoscimento di ogni lavorazione edile come lavoro usurante». (a.s.)
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