Edison interverrà su Bussi per la messa in sicurezza

I lavori riguarderanno i terreni delle discariche con il manto danneggiato L’emergenza era stata segnalata al ministero dell’Ambiente dal gruppo Pd
BUSSI SUL TIRINO. Pur non avendo obblighi di eseguire opere di bonifica sui terreni delle discariche 2A e 2B e limitrofe, la Edison spa si è dichiarata disponibile a compiere opere di messa in sicurezza di questi siti, che sono in capo al Comune di Bussi, dopo l'emergenza scattata in seguito allo smantellamento del manto di geotessile che realizza il Cupping in alcune zone ricoperte. Una condizione che vanifica tutto il progetto di prevenzione eseguito per la protezione dell'Ambiente.
La Edison, come precisa l'amministratore delegato, ing. Nicola Monti, in una nota di due giorni fa, offre la propria disponibilità unicamente «per spirito collaborativo e nei limiti di quanto previsto dalla normativa vigente». E' stata questa la prima comunicazione che il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli, ieri ha fornito in conferenza stampa, svoltasi sul sito di interesse a Bussi, ed alla quale hanno partecipato anche il capogruppo del Pd alla regione Silvio Paolucci e Pino De Dominicis, già presidente della Provincia di Pescara, oggi capogruppo di opposizione al Comune di Bussi.
«Oltre alla anomala giacenza del Cupping, situazione che abbiamo segnalato al Ministero dell'Ambiente, ai Carabinieri forestali, Arta, Edison, Solvay e Comune di Bussi, invocandone il ripristino, abbiamo chiesto anche la riattivazione della stazione di pompaggio dell'acqua di emulsione che è fuori servizio dal 2018, dopo l'acquisizione dei siti da parte del Comune di Bussi. Questa stazione non è più funzionante», ha detto Blasioli, «e non viene più monitorata come era avvenuto fino al 2018, ma è una misura di emergenza essenziale seppur minima in attesa della definitiva bonifica».
Una bonifica posta in capo alla stessa Edison da parte della Provincia di Pescara, ente preposto a valutare questo tipo di danno ambientale, alla quale la società si è opposta prima con un ricorso al Tar e in appello al Consiglio di Stato (lo scorso marzo) dove la decisione è ancora pendente. Blasioli ha riferito, in base ai risultati di indagini svolte sul Soil gas eseguite dall'Arpa Piemonte, la presenza nell'aria di una gas tossico, il Naftalene (o naftalina) «che con tutta probabilità» ha detto «potrebbe derivare dal cattivo stato di manutenzione del sito, anche se questo aspetto è da accertare. Dunque è necessario accelerare ogni azione atta a ripristinare la sicurezza». Questi approfondimenti sul sito di Bussi avvengono all'indomani delle prime audizioni nella Commissione d'inchiesta su Bussi in Consiglio Regionale, presieduta da Giovanni Legnini, che hanno rivelato un quadro preoccupante sulla situazione ambientale del sito. Per Silvio Paolucci «il lavoro del Pd dentro e fuori la Commissione regionale dedicata è molto importante, a fronte» ha detto «di una maggioranza in Regione completamente assente sul tema che investe il territorio inquinato di Bussi come dimostra anche il Defr che non prevede risorse e progetti sull'ambiente». Per De Dominicis «lo stato di totale abbandono dei terreni oggetto di Bonifica, dopo l'imprudente acquisizione da parte del Comune di Bussi, ha determinato in maniera consapevole la cessazione dei lavori per la loro tenuta in sicurezza da parte della Solvay, circostanza che personalmente avevo avuto modo di denunciare lo scorso mese di febbraio, ma rimasta purtroppo inascoltata».

