Effetto Stellantis su Sangritana: cassa integrazione per 92 addetti

29 Agosto 2024

Di Pasquale nuovo ad: «Abbiamo bisogno di soci, due imprese ferroviarie disponibili a entrare»

LANCIANO. La crisi Stellantis si ripercuote su Sangritana. L'azienda regionale di trasporto Tua ha attivato la cassa integrazione per i 92 dipendenti della sua controllata, che si occupa del trasporto merci su ferro. Il rallentamento della produzione di veicoli leggeri nello stabilimento di Val di Sangro, dove il ricorso alla cassa integrazione va avanti dal 10 giugno scorso e continuerà almeno fino a tutto settembre, sta comportando la riduzione del 20% nei ricavi. Il calo del fatturato, unito alle criticità strutturali dell'azienda frentana, hanno fatto scattare il campanello d'allarme e indotto Tua a prendere in mano le redini della sua controllata. Prima con Paolo Marino e adesso con il direttore generale della Tua, Maxmilian Di Pasquale, che guiderà l'azienda in questa seconda fase. Centrale nella strategia rimane la ricerca di un partner industriale esterno, che riesca a traghettare Sangritana fuori dalla tempesta. Dopo mesi di dubbi e ipotesi, la Tua spa fa chiarezza sulla situazione attuale dell’azienda di trasporto merci e sulle prospettive future.
«Sangritana sta attraversando un momento particolarmente complesso», spiega il presidente di Tua, Gabriele De Angelis, «operando in un mercato altamente competitivo, che vive una crisi sistemica a livello nazionale. Oltre a questa, a livello locale c'è la crisi che ha investito il settore automotive della Val di Sangro, determinando un fermo produttivo per il quale è stata richiesta la cassa integrazione, concordata con le organizzazioni sindacali, che l'hanno accettata con grande senso di responsabilità». Ma non senza malumori. Il ricorso agli ammortizzatori sociali, dal 23 agosto per 5 settimane, riguarda tutti i 92 dipendenti. «Verrà applicata in relazione alle esigenze, quando determinati servizi non saranno fatti per mancanza di domanda», spiega Paolo Marino, dirigente Tua che dallo scorso maggio ha guidato l'azienda, «cercheremo di farla rientrare man mano che aumenteranno le commesse». Ma le nubi che continuano ad addensarsi sulla ex Sevel tengono in sospeso tutto l'indotto, Sangritana compresa. L'azienda frentana sconta, inoltre, criticità che da sempre la caratterizzano. «Ha una quota di mercato troppo piccola, neanche l'1%», continua De Angelis, «ha però una posizione orografica interessante, che la candida a diventare un player che si muove su uno snodo di interessi commerciali importanti. Per questo c'è bisogno di un socio che le dia forza dal punto di vista industriale, che porti ulteriori investimenti e know-how e la aiuti a superare in maniera più agevole queste piccole criticità. Tutto è teso allo sviluppo di Sangritana». Ad entrare nel merito della situazione economico finanziaria è di Pasquale, nominato nuovo amministratore unico. «I principali indicatori economici», spiega il direttore generale, «dicono che c'è un trend crescente del fatturato, 12 milioni nel 2023, accompagnato da un trend, altrettanto crescente, dell'indebitamento: 32 milioni nel 2023 (di cui, tuttavia, solo 15 milioni sono debiti finanziari, ndc). A questo aggiungiamo che nel 2024 ci sono stati fattori collegati alla crisi produttiva di Stellantis destinata a durare e che, sicuramente, impatteranno negativamente anche sul fatturato. Sangritana, per essere rilanciata, ha bisogno di un sostegno che, chiaramente, non può essere quello di Tua ma deve essere di chi fa trasporto merci». E sono almeno due le imprese ferroviarie che si sono fatte avanti per rilevare una quota del capitale sociale dell'azienda, ad oggi minoritaria e compresa tra il 30 e il 49%. «Come orizzonte abbiamo la data del 15 ottobre», dice Di Pasquale. «Siamo fiduciosi di poter lavorare su una società che ha un potenziale importante», conclude De Angelis, «che nessuno vuole svendere ma che tutti vogliono rilanciare, Regione in testa».
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