Eletti con il fiato sospeso: entro giovedì la conferma

2 Ottobre 2022

L’elenco dei 13 nuovi parlamentari è ancora ufficioso: manca un doppio via libera La proclamazione dopo il sì di Cassazione e Corte d’Appello che può slittare all’8

PESCARA. I partiti restano in silenziosa attesa. Nessuno degli schieramenti politici che hanno conquistato seggi alle elezioni del 25 settembre si azzarda in queste ore a gridare vittoria. Anche perché non c’è ancora l’ufficialità. La data per dare sfogo ai commenti potrebbe essere giovedì 6 ottobre. Ma non è detto. Secondo fonti interne alla Corte d’Appello dell’Aquila infatti il giorno della proclamazione dei neo senatori e deputati abruzzesi può anche slittare a sabato 8 ottobre.
LE DUE TAPPE.
ll passaggio è doppio: il primo step, già superato, è l’invio dell’elenco ufficioso dei 13 eletti da parte dell’Ufficio elettorale della Corte d’Appello dell’Aquila all’Ufficio elettorale centrale nazionale istituito nella Corte di Cassazione che, dopo aver validato la lista, rinvia quest’ultima al mittente per la proclamazione vera e propria.
L’elenco non ufficiale, peraltro, ha già subito uno scossone con l’ingresso del candidato alla Camera di Azione Italia Viva, Giulio Cesare Sottanelli, al posto di Stefania Di Padova, seconda in lista per il Pd. L’aggiornamento della ripartizione dei seggi alla Camera è stato pubblicato, non senza clamore, mercoledì 28 settembre sul sito Eligendo del Ministero dell’Interno a seguito di indicazioni fornite proprio dall’Ufficio elettorale nazionale che deve ancora completare i controlli.
ANCORA PAZIENZA.
Con queste permesse si deduce che la pubblicazione da parte del Ministero dell’Interno dell’elenco degli eletti continuerà a rivestire carattere ufficioso fino al 6 o nella peggiore delle ipotesi l’8 ottobre. Ma non oltre perché le tappe successive sono scandite da un calendario già definito a partire a giovedì 13 ottobre.
I TREDICI ELETTI.
L’elenco da ufficializzare è composta da nove deputati e quattro senatori.
Proporzionale Camera: Fabio Roscani (romano di FdI), Rachele Silvestri (marchigiana di FdI), Nazario Pagano (FI), Luciano D’Alfonso (Pd), Daniela Torto (M5S), Giulio Cesare Sottanelli (Azione-Italia Viva).
Uninominale Camera: Alberto Bagnai (Lega), Guerino Testa (FdI) e Giorgia Meloni (FdI).
Proporzionale Senato: Etelwardo Sigismondi (FdI), Gabriella Di Girolamo (M5S) e Michele Fina (Pd).
Uninominale Senato: Guido Quintino Liris (FdI) eletto al collegio unico.
Al centrodestra sono andati otto seggi su 13 (FdI sei, FI uno e Lega uno); al centrosinistra 2 (Pd), al Movimento 5 Stelle due e infine uno ad Azione-Italia Viva.
L’INSEDIAMENTO.
Le nuove Camere si formeranno il 13 ottobre e subito dopo, una volta che saranno stabilite le formazioni dei gruppi parlamentari, il primo passo ufficiale della nuova legislatura sarà l’elezione dei presidenti di Camera e Senato che subentreranno a Roberto Fico ed Elisabetta Casellati.
IL CAPO DELLO STATO.
La tappa successiva vedrà come protagonista assoluto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che darà il via alle consultazioni per decidere a chi affidare il mandato di formare il nuovo governo.
Di norma le consultazioni iniziano un mese dopo le elezioni ma, visti i margini strettissimi legati alla necessità inderogabile di approvare la nuova legge di Bilancio, il capo dello Stato potrebbe dare il via ai suoi colloqui anche con qualche giorno di anticipo, guadagnando così del tempo molto prezioso.
INFINE IL NUOVO GOVERNO.
La regola dice che se il risultato delle elezioni dovesse essere netto, con una chiara maggioranza già pronta a dare vita all’esecutivo del dopo Mario Draghi, le consultazioni potrebbero essere molto brevi. In caso invece di una situazione più complessa, i tempi andrebbero inevitabilmente ad allungarsi. Ma l’esito del voto non lascia spazio ai dubbi: i tempi sono da calcolare in difetto e non in eccesso. Cioè l’attesa sarà più breve rispetto a quella canonica e ci permette di quantificare un margine massimo di un mese e mezzo tra il giorno delle elezioni, il 25 settembre, e la formazione del governo, che potrebbe essere pronto nella prima decade di novembre. (l.c.)