Eletti, pronta la proclamazione È prevista la conferma per tutti

26 Marzo 2024

Oggi alle 9.30 la seduta decisiva in Corte d’Appello, il verbale conclusivo può slittare a domani

L’AQUILA
L’attesa è finita, la partita degli eletti in Consiglio regionale si chiude oggi all’Aquila. La conferma è arrivata ieri pomeriggio da una mail: «Si comunica che le operazioni elettorali dell’ufficio centrale regionale avranno inizio nella giornata di domani, 26 marzo 2024, alle 9.30 nella biblioteca della Corte d’Appello dell’Aquila. I designati (dai partiti, ndr) potranno, se lo desiderano, assistere alle operazioni».
Con il fiato sospeso, i 29 consiglieri eletti, 17 per la maggioranza e 12 per l’opposizione, attenderanno la proclamazione che già questa sera dovrebbe arrivare al traguardo, salvo il rinvio a domani della notifica del verbale che darà il crisma dell’ufficialità alle elezioni regionali del 10 marzo scorso. Non si prevedono sorprese clamorose dell’ultim’ora perché gli scostamenti tra l’esito delle urne e le verifiche eseguite dalle commissioni provinciali non sono significative. Ma in politica la regola è mai dire mai, come del resto insegna l’esperienza delle precedenti elezioni del 2019 quando, ad esempio, l’ago della bussola di Forza Italia si spostò dall’Aquila in un’altra provincia. Ma così non sarà, e il quadro degli eletti dovrebbe rimanere il seguente.
LA MAGGIORANZA
Per il centrodestra: Marco Marsilio, presidente rieletto, Paolo Gatti (Fratelli d’Italia), Leonardo D’Addazio (FdI), Luca De Renzis (FdI), Umberto D'Annuntiis (FdI), Nicola Campitelli (FdI), Mario Quaglieri (FdI), Tiziana Magnacca, ex prima cittadina di San Salvo (FdI), Massimo Verrecchia (FdI), Lorenzo Sospiri (Forza Italia), Emiliano Di Matteo (Fi), Daniele D’Amario (Fi), Roberto Santangelo (Fi), Emanuele Imprudente (Lega), Vincenzo D’Incecco (Lega), Luciano Marinucci, ex sindaco di San Giovanni Teatino (lista civica Marsilio presidente), Gianpaolo Lugini, vicesindaco di Carsoli (Marsilio Presidente) e infine Marianna Scoccia (Noi Moderati).
L’OPPOSIZIONE
Per il Patto per l’Abruzzo: Luciano D'Amico, candidato presidente arrivato secondo, Antonio Blasioli (Partito Democratico), Antonio Di Marco, ex presidente della Provincia di Pescara (Pd), Sandro Mariani (Pd), Dino Pepe (Pd), Silvio Paolucci (Pd), Pierpaolo Pietrucci (Pd), Erika Alessandrini (Movimento 5 Stelle), Francesco Taglieri Sclocchi (M5S), Giovanni Cavallari (lista civica Abruzzo Insieme), Vincenzo Menna, vice sindaco di Atessa (Abruzzo Insieme), Enio Pavone, ex sindaco di Roseto (Azione-Socialisti popolari riformatori) e Alessio Monaco, sindaco di Rosello (Alleanza Verdi sinistra).
L’INSEDIAMENTO
La prima seduta del Consiglio regionale si terrà tra il decimo e il ventesimo giorno dalla proclamazione degli eletti, su convocazione del consigliere più anziano che in questo caso è Luciano Marinucci. Le date possibili quindi sono due: l’8 oppure il 16 aprile prossimi.
Durante la prima riunione dell’Assemblea legislativa viene costituito l’Ufficio di presidenza, formato da presidente, due vicepresidenti e due consiglieri segretari. Secondo il regolamento, «l'elezione del Presidente avviene a scrutinio segreto, a maggioranza dei due terzi dei componenti dell'Assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente per l'elezione la maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea».
In questa caso, sulla base degli accordi che saranno presi per la giunta, sono due i nomi in corsa, entrambi di Fratelli d’Italia: Roberto Santangelo e Lorenzo Sospiri. E tra i due, Marsilio preferisce il secondo, per restare nel solco della continuità e far quadrare i conti in giunta. Ma Forza Italia per ora la pensa diversamente (vedi l’articolo a destra). Torniamo dunque al giorno dell’insediamento.
Eletto il Presidente, il Consiglio procede all'elezione a scrutinio segreto dei due vice Presidenti e dei due Segretari con votazioni separate. Per garantire la rappresentanza delle minoranze, viene sospesa la seduta al fine di consentire ai gruppi di opposizione di raggiungere un'intesa, il cui esito è riferito al Presidente da un portavoce individuato dalle stesse opposizioni. Il nome più gettonato è quello del dem Antonio Blasioni. Mentre per la maggioranza la soluzione potrebbe essere Marianna Scoccia. Ciascun consigliere scrive sulla scheda un solo nome. Sono eletti coloro che al primo scrutinio hanno ottenuto il maggior numero dei voti. A parità di voti è eletto il più anziano di età. E dopo l’elezione dell’Ufficio di presidenza, Marsilio espone il programma di governo. E da qui si riparte.
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