Elettrodotto tra 2 regioni Progetto da un miliardo

18 Febbraio 2021

La società Terna presenta la nuova grande opera che ci collegherà con le Marche Viaggerà in mare o sottoterra, partono i contatti con i Comuni per gli accordi

Un nuovo elettrodotto che unirà Abruzzo e Marche e che, nonostante i 285 chilometri di lunghezza, sarà completamente invisibile, perché correrà sottoterra e sui fondali del mare Adriatico. L’opera si chiama Adriatic Link ed a realizzarla sarà Terna. La società guidata da Stefano Donnarumma nelle prossime settimane, avvierà la consultazione con i territori per arrivare, attraverso un percorso partecipato e condiviso con le popolazioni, alla progettazione definitiva.
I dettagli sono stati illustrati ieri in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Adel Motawi, responsabile gestione processi amministrativi di Terna; il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio; il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri; l’assessore regionale all’energia Nicola Campitelli; i sindaci dei comuni di Cepagatti, Spoltore, Cappelle sul Tavo, Montesilvano, Città Sant’Angelo e Silvi Marina.
IL PROGETTO. Adriatic Link è un elettrodotto costituito da un cavo sottomarino, due cavi terresti interrati e da due stazioni di conversione situate nelle vicinanze delle rispettive stazioni elettriche esistenti di Cepagatti (Abruzzo) e Fano (Marche). L’investimento programmato è di un miliardo di euro e si inserisce tra i principali progetti di sviluppo di rete pianificati da Terna nell’ultimo piano industriale, del valore complessivo di circa 9 miliardi. L’opera ha incassato il giudizio favorevole dell’Autorithy per l’energia (l’Arera) nel parere inviato al ministero dello Sviluppo Economico.
ELETTRODOTTO INVISIBILE. Adriatic Link è un elettrodotto sottomarino e sarà interrato nelle parti che correranno sulla terraferma. Ecco perché è stato definito un elettrodotto «invisibile». La posa dei cavi in mare raggiungerà una profondità massima di 250 metri, mentre per gli approdi si ricorrerà all'utilizzo della tecnica della perforazione orizzontale controllata (Toc), che, spiega l’azienda, «permette di installare la tubazione annullando l'impatto dei lavori sul litorale e garantendo la necessaria protezione del collegamento elettrico in caso di erosione costiera». In corrispondenza della battigia i cavi saranno posati ad una profondità tra i 4 e gli 8 metri.
Il tracciato terrestre, di una lunghezza totale di circa 35 chilometri (15 per la tratta marchigiana e 20 per quella abruzzese) utilizzerà per lo più la viabilità stradale esistente attraverso la posa di due cavi all'interno di piccole trincee larghe 80 centimetri e profonde 1,60 metri. In corrispondenza di attraversamenti sarà utilizzata la Toc che riduce i volumi di scavo e l'interferenza dei cantieri con la viabilità.
UN’OPERA STRATEGICA. Secondo Terna, il nuovo elettrodotto è «un’opera strategica per il sistema elettrico nazionale, all'avanguardia per tecnologia e sostenibilità ambientale. L’infrastruttura servirà infatti a spingere lo sviluppo e l'integrazione delle fonti rinnovabili contribuendo alla decarbonizzazione del sistema energetico italiano, coerentemente con gli obiettivi delineati dal piano nazionale integrato energia e clima (Pniec). La nuova infrastruttura consentirà anche di migliorare la capacità di scambio elettrico tra le diverse zone del Paese, soprattutto tra il centro-sud e il centro-nord grazie a un incremento di circa mille megawatt di potenza, aumentando l'efficienza, l'affidabilità e la resilienza della rete elettrica di trasmissione».
PROGETTO PARTECIPATO. Il progetto definitivo del nuovo elettrodotto sarà redatto da Terna al termine di un confronto con gli abitanti, le associazioni e i portatori di interesse dei territori e dei comuni interessati dal passaggio dell’infrastruttura.
A farsi in qualche modo garante di questo percorso sarà la Regione Abruzzo. L’obiettivo è quello di arrivare a una localizzazione il più possibile condivisa, di contenere la lunghezza delle tratte in cavo e di minimizzare le interferenze, sia terrestri che marine, con le zone di pregio ambientale, naturalistico, paesaggistico e archeologico.
NIENTE IMPOSIZIONI. «L’Adriatic Link contribuirà a colmare uno dei tanti ritardi infrastrutturali che affliggono la dorsale adriatica», ha affermato il presidente della Regione Marsilio. «Il progetto, che ha alle spalle il grande patrimonio di conoscenze e di esperienze che si è sviluppato in relazione alla centrale della linea elettrica con il Montenegro, nasce per affrontare la carenza infrastrutturale di natura elettrica nel versante adriatico che rende necessario il raddoppio della linea tra le Marche e la Puglia. Un argomento di grande attualità, se si considera che, proprio con le Regioni Marche, Puglia e Molise, abbiamo sottoscritto un protocollo per rappresentare in tutte le sedi istituzionali l’esigenza di portare questo settore della dorsale adriatica allo stesso livello di dotazione infrastrutturale di cui godono quello tirrenico e, in generale, le aree del mondo sviluppato. Un’esigenza che si avverte anche a livello viario, portuale, ferroviario e aeroportuale. La Regione si muoverà come garante del territorio nel rapporto tra Terna e le amministrazioni comunali coinvolte».
«Non accetteremo imposizioni», ha rimarcato l’assessore Campitelli. «Iniziamo, quindi, un percorso che ci dovrà portare ad avere un progetto condiviso con i sindaci e cioè le amministrazioni comunali e quindi con i cittadini, ma dovrà essere sicuramente un progetto sostenibile sia dal punto di vista sociale che ambientale e per il quale dovranno essere adottare tecnologie all’avanguardia».