Elezioni a Pescara, la vittoria o la sconfitta: si decide tutto in 1.099 voti

Ecco quanto deve recuperare il centrosinistra per portare Masci al ballottaggio
PESCARA. Il sondaggio di Noto, pubblicato ieri dal Centro, descrive così i rapporti di forza quando mancano 37 giorni alle elezioni bis dell’8 e 9 marzo in 23 sezioni su 170 con eventuale turno di ballottaggio il 22 e 23 marzo in occasione del referendum sulla giustizia: nel cartello delle intenzioni di voto al candidato, il sindaco uscente Carlo Masci di Forza Italia sarebbe al 50%, con una forbice tra il 48 e il 52%; Carlo Costantini del centrosinistra al 34% (32-36%); il civico Domenico Pettinari al 15% (13-17%); Gianluca Fusilli di Italia Viva all’1% (0-2%). Quindi, Masci avanti, come era accaduto già nel primo atto dell’8 e 9 giugno 2024, ma con l’ipotesi del ballottaggio ancora possibile tra lo stesso Masci e Costantini.
Ma al di là del sondaggio, realizzato tra il 20 e il 27 gennaio su un campione di 800 pescaresi residenti nella zona delle 23 sezioni (25, 28, 31, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 51, 55, 57, 71, 73, 74, 78, 89, 95, 117, 137, 157, 166 e 169) richiamate alle urne per decisione del Tar di Pescara e del Consiglio di Stato a causa dei troppi errori commessi nei seggi, per capire cosa potrebbe succedere, gli esperti di politica comunale rileggono i numeri delle elezioni di un anno e sette mesi fa: tutto si decide in 1.099 voti, è la sentenza.
Dopo il successo del 2019, anche nel 2024 Masci aveva vinto al primo turno con il 50,95% dei voti (31.535) superando la soglia del 50% di 584 preferenze, scese poi a 472 dopo il riconteggio; Costantini era arrivato secondo con il 34,24% (21.192); terzo il candidato civico Domenico Pettinari con il 13,08% (8.096); quarto Gianluca Fusilli di Italia Viva con l’1,73% (1.070). Nelle 23 sezioni in cui il voto è stato annullato Masci aveva preso 4.372 voti; Costantini 3.070; Pettinari 1.201; Fusilli 168.
Sottraendo ai dati definitivi, i voti delle 23 sezioni contestate e anche le preferenze poi cancellate o aggiudicate con il riconteggio più una percentuale di schede bianche e nulle di circa l’1%, si ottiene il risultato di partenza delle elezioni bis: Masci si aggira al 50,37% con 27.135 voti; Costantini al 33,76% con 18.184; Pettinari al 12,88% con 6.939 e Fusilli all’1,70% con 913. Significa che tra Masci e le tre forze di opposizione c’è uno scarto di 1.099 voti. È proprio questo il numero intorno al quale si giocherà il destino delle elezioni di Pescara, la differenza tra chi vince e chi perde: se il centrosinistra recupererà 1.099 voti al centrodestra, allora, riuscirà nell’impresa di giocarsi poi tutto al ballottaggio. In assenza di questo recupero, Masci si avvierà alla terza vittoria di fila al primo turno: sarebbe un record che, a meno di alchimie burocratiche, nessun sindaco potrebbe eguagliare.
Ma a complicare il quadro c’è l’affluenza alle urne: gli aventi diritto, in base all’ultimo aggiornamento, sono 14.488. Quanti di questi andranno davvero a votare? Impossibile fare previsioni: nel 2024 l’affluenza era stata del 61,68 %. Il sondaggio di Noto dice che l’affluenza potrebbe essere più alta: alla domanda «lei pensa che andrà a votare?», il 33% del campione ha risposto «certamente», il 37% «probabilmente sì» mentre il 21% ha detto «certamente no», il 3% «probabilmente no» e il 6% «è indeciso». «Più propense le donne, gli under 35 e gli over 55enni», dice l’esito del sondaggio. Il dato dei votanti è importante: si più alza e più, per il centrosinistra, si abbasserebbe la soglia della possibile rimonta. Altra domanda collegata all’affluenza è questa: «Lei è a conoscenza del fatto che il Consiglio di Stato e il Tar hanno annullato il voto del 2024 in 23 sezioni e che gli elettori che votano in queste 23 sezioni dovranno votare nuovamente l’8 e il 9 marzo prossimi?». Il 75% lo sa, il restante 25% no.
Passando al quadro delle liste, dal sondaggio emerge che qualcosa potrebbe cambiare: nel 2024, insieme alle Comunali, si era votato anche per le Europee con il premier Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia che aveva lanciato la sua candidatura proprio dalla spiaggia del centro di Pescara. Alle Comunali, FdI, in un testa a testa con Forza Italia, era stato il primo partito del centrodestra: 18,01% contro il 17,90. Adesso, dice Noto, «è Forza Italia a far registrare la quota di consenso maggiore (21%) seguito da Fratelli d’Italia che si attesta sul 15%». La coalizione di centrodestra nel complesso è data al 51% (49-53%). Dalla parte opposta, «il Pd si attesterebbe al 19,5% seguito dalla lista di Carlo Costantini al 6% e Avs con il 5,5%. Il M5S andrebbe al 3,5%». La coalizione di centrosinistra, in totale, è stimata al 35,5% (33,5-36,5%). La coalizione di Pettinari è quotata al 12% (10-14%). Fusilli 1,5% (0,5-2,5%).

