Pescara

Elezioni a Pescara, Pettinari: «Masci non vincerà, ora una scelta libera per cambiare rotta»

15 Gennaio 2026

Il civico Domenico Pettinari con il suo 13%: «Cercherò i voti per me,
ma tutti i pescaresi dovrebbero tornare alle urne»

PESCARA. Se fosse un giocatore di poker, avrebbe una dote innata: quella di rilanciare, sempre. Il Consiglio di Stato ordina elezioni in 23 sezioni su 170? E lui rilancia: «Il sindaco si dimetta e si voti in tutta la città». Esibisce uno striscione in consiglio comunale e, quando gli viene chiesto di toglierlo, lui alza la posta: «Lo tolgo quando il sindaco, che sfugge, si presenta in aula». E alla domanda se, in campagna elettorale, si spenderà per il centrosinistra, lui risponde alzando il tiro: «L’Italia non può lavorare per la Spagna». Lui è Domenico Pettinari, civico dal peso specifico di 8.106 voti, cioè il 13,08%. Ex M5S, palma di più votato d’Abruzzo nel 2019 con quasi 10mila preferenze, quando da c’è da contestare Pettinari non si tira indietro, soprattutto se in ballo ci sono i soldi pubblici.
Pettinari, a Pescara si torna al voto in 23 sezioni: è giusto?
«Sarebbe stato più opportuno tornare al voto in tutte le sezioni e quindi dare la possibilità a tutti i pescaresi di rivotare ma le sentenze si rispettano».
Cosa è successo nei seggi l’8 e 9 giugno 2024?
«Il fatto assume una gravità inaudita perché due gradi di giudizio amministrativo hanno palesato gravi irregolarità e anomalie nelle operazioni di voto che hanno imposto la ripetizione dello stesso in 23 sezioni. Ne esce sicuramente sconfitta la democrazia perché se il tribunale decide di rimandare al voto, seppur parzialmente, una città, vuol dire che quel voto è stato pregiudicato. Alla luce di ciò pretendo che chi ha sbagliato paghi e anche severamente. La Procura pescarese, verso cui nutro grande rispetto e gratitudine per il lavoro svolto negli anni, saprà sicuramente fare chiarezza anche su questa vicenda».

Il candidato del centrosinistra Carlo Costantini ha detto che «qualcuno ha imbrogliato» ma di non sapere chi è stato: secondo lei, ci sono stati brogli alle elezioni comunali?
«Ci sono state sicuramente grandi irregolarità e anomalie che hanno minato le operazioni di voto nelle 23 sezioni oggetto della sentenza e questo è gravissimo. Di fronte a ciò, bisogna pretendere di scoprire chi ha sbagliato e chi ha sbagliato deve pagare perché ha danneggiato il corpo elettorale, i candidati e gli eletti».
In consiglio comunale, lei ha detto alla maggioranza di centrodestra che «i vostri giorni sono finiti»: come andrà a finire?
«Pescara ha bisogno di cambiare e di una guida di valore che la ami davvero. Chi ama davvero Pescara non aumenta le tariffe dei parcheggi e le aree a pagamento, non aumenta il canone occupazione suolo pubblico per la attività commerciali, non incrementa il numero dei Tred per fare cassa e multare i pescaresi per un semplice cambio di corsia o una fermata di appena un centimetro oltre la linea di arresto, non aumenta la Tari, non paralizza le attività con cantieri che precludono l’accesso alle stesse, non lascia soprattutto le strade piene di buche e intere aree degradate, insicure e maleodoranti. Chi ama Pescara dovrebbe fare il contrario di quello che hanno fatto fino ad oggi e quindi auspico che i pescaresi possano dare fiducia alla nostra forza civica e indipendente che rappresenta l’unica vera alternativa al sistema di potere che ha gestito la nostra città negli ultimi 40 anni».
Sempre in consiglio ha esibito uno striscione con scritto “Sindaco e giunta dimettetevi e liberate Pescara”: perché?
«Ritengo che tutti i pescaresi devono poter avere la possibilità di rivotare e non solo 23 sezioni quindi ho invitato il Sindaco ad assumere un atto di grande responsabilità politica verso tutta la cittadinanza per consentire la ripetizione del voto in tutte le sezioni e questo è possibile solo con le sue dimissioni. Ritengo, altresì, sia giunto il momento di riconsegnare il destino della città agli elettori perché Pescara è una città con tanti problemi irrisolti e preoccupanti. Una città sporca, maleodorante in diverse zone, piena di buche e insicura non è certamente la città che meritano i pescaresi».
Il sindaco Carlo Masci di Forza Italia ha detto che nessuno può negare che Pescara, negli ultimi anni, «sia esplosa»: è d’accordo con lui?
«Non sono d’accordo. Il sindaco Masci è stato il sindaco più fortunato di Pescara perché sotto la sua amministrazione ha ricevuto vagonate di soldi del Pnrr, circa 100 milioni di euro da spendere. Anche un bambino, sarebbe stato capace, con tutti questi soldi, di fare meglio di lui. Non si spiega come la città, con tutti questi soldi, sia ancora una città con gravi problemi di mobilità, caos nella gestione del traffico, assenza di parcheggi di scambio, strade e marciapiedi dissestati, periferie abbandonate, mancanza di un teatro e tanto altro ancora».
In quelle 23 sezioni contestate, lei ha preso 1.201 voti. E adesso, lavorerà per se stesso o per Costantini?
«La Nazionale italiana non può lavorare per la quella spagnola. Perché dovrebbe? Guidiamo due squadre completamente distinte e ognuno lavora per la sua squadra con il massimo rispetto reciproco. Io rappresento una coalizione civica e indipendente che si pone nel panorama politico come unica alternativa al centro destra e al centro sinistra che negli ultimi 40 anni hanno amministrato questa città, a mio avviso, fallendo, con programmi spesso sovrapponibili. I cittadini sono stanchi delle promesse vane del centrodestra e del centro sinistra che per l’ennesima volta ci diranno che domani faranno ciò che ieri, quando amministravano, non hanno fatto. Con quale credibilità si presentano costoro? Noi rappresentiamo l’alternativa credibile a tutto ciò e con l’umiltà che ci contraddistingue chiediamo sommessamente ai cittadini di metterci alla prova mandandoci a governare questa città. Chi vuole cambiare davvero voterà per noi, chi vuole che si cambi perché tutto rimanga com’era non voterà certamente noi. Abbiamo la fortuna di essere liberi e di non rispondere a nessun potere oscuro e solo con la forza della libertà si possono fare quelle scelte coraggiose di cui la collettività avrebbe davvero bisogno».
A questi 1.201 elettori che l’hanno votata, cosa dice?
«Ho ricevuto 8.106 voti e sono tantissimi per una lista civica. Sarò nuovamente candidato sindaco di una coalizione civica indipendente ed equidistante dal centrodestra e dal centrosinistra. Assieme alla mia squadra siamo già al lavoro per proporre il nostro programma fatto di azioni concrete a favore della disabilità, dei meno abbienti, del commercio e delle piccole e medie imprese. Un programma che mira a sostenere la nostra marineria e a salvaguardare il fiume, il mare e il verde urbano. Un programma che guarda con attenzione al mondo animale e che punta a manutenere strade e marciapiedi cittadini con opere durature. Vogliamo trasformare le aree degradate, piene di buche, sporche e maleodoranti, in zone dove il decoro urbano viene messo al primo posto. Ci impegneremo per rendere Pescara una città più sicura, più ordinata e quindi più bella, sanzionando duramente chi pensa di “governare” territori con prepotenza e illegalità. Sarà un nostro obiettivo prioritario quello di dotare la macchina amministrativa di criteri aggiuntivi di estrema trasparenza dove gli affidamenti diretti, le consulenze, gli incarichi e le assunzioni dovranno rispondere anche ad un codice etico a cui i pubblici amministratori saranno chiamati ad uniformarsi. Non abbiamo la pretesa di essere i migliori del mondo ma l’umiltà di dire che ci siamo sempre stati quando è servito, abbiamo condotto battaglie anche scomode per la tutela degli interessi della collettività e abbiamo anche rischiato la nostra vita per gli altri con coraggio e fermezza».
Se si andasse al ballottaggio, uno come lei che si è sempre detto lontano dal centrosinistra e lontano dal centrodestra definendoli due facce della stessa medaglia cosa farà?
«Ribalteremo ogni previsione di coloro che si dicono esperti della gestione del potere. Sorprenderemo con una scelta che farà discutere e capire davvero di che pasta siamo fatti e che ci farà apprezzare ancor di più da tutti perché dimostreremo che c’è ancora una parte sana della politica capace di servire il popolo con atti di estrema umiltà e grande “eroismo”. Attueremo quella che mi piace chiamare una rivoluzione gentile di grande onestà, coerenza, determinazione e passione vera lontana dalla logiche oscure della politica. Saremo determinanti perché vinca Pescara».
E se invece anche stavolta vincesse Masci gli farebbe i complimenti?
«È buona educazione fare i complimenti a chi vince pur essendo io il più duro oppositore politico del centrodestra, ma non vincerà».
Lei è l’uomo delle battaglie, in strada, in consiglio regionale e in consiglio comunale, ma perché?
«Ho inteso la politica come una missione al servizio della collettività. Mi considero un servitore dello Stato perché l’unica legittimità della politica per me è il servire. Ho iniziato a fare battaglie per la tutela dei diritti dei cittadini e soprattutto dei più deboli da ragazzino, ancor prima di entrare in politica. Le mie battaglie sono state dure, rischiose e impegnative. Non mi sono fermato davanti a nulla e spesso mi sono trovato a scontrarmi contro poteri forti e criminali della nostra terra che non hanno risparmiato denunce, violenze e aggressioni verso la mia persona».
E qual è la battaglia a cui tiene più di tutte?
«Due battaglie per cui darei anche la mia vita: la battaglia per la tutela del diritto alla salute della nostra gente che mi ha visto decine di volte incatenato ai cancelli dell’ospedale e del Pronto soccorso per una sanità più giusta, contro le lunghe liste d’attesa e i disservizi sanitari; e poi contro la criminalità e a tutela dei cittadini perbene vittime delle violenze urbane. Per queste due battaglie ho dato tutto me stesso, ho pagato prezzi molto alti, mi hanno denunciato, mi hanno aggredito, minacciato, mi hanno fatto ogni genere di pressione per farmi rinunciare ma ho cercato di non voltarmi mai dall’altra parte rimanendo a testa alta e con la schiena dritta. Credo di aver fatto il mio dovere fino in fondo».