Elezioni, il ricorso è già pronto

16 Marzo 2019

Ricalcolo: Bellisario e Iampieri si rivolgono al tribunale amministrativo

L’AQUILA. Il ricorso elettorale è pronto. Sarà depositato al Tar dell’Aquila entro lunedì 25 marzo, ultimo giorno utile. Un’attesa vissuta con trepidazione dai diretti interessati, Emilio Iampieri, avezzanese, ex consigliere regionale di Forza Italia non rieletto, e Gianni Bellisario, sindaco di Perano (Ch) candidato da Azione Politica. Assistiti da un collegio difensivo composto da amministrativisti e docenti universitari, sperano nel ribaltamento del risultato elettorale. Il ricorso ricalca i contenuti dell’istanza di “riesame in autotutela” già depositata all’Ufficio centrale regionale che ha stilata, il 23 febbraio, il verbale di elezione del nuovo consiglio regionale e del presidente della giunta.
Al centro del caso c’è la pagina 24 del verbale. «Se fossero state riportate le corrette e complete disposizioni normative della legge elettorale», si legge nell’istanza in autotutela, Iampieri oggi sarebbe consigliere. Tutto quindi passa per il corretto calcolo dei resti che nel documento viene ricostruito così: dividendo la cifra elettorale circoscrizionale di ogni lista per il quoziente elettorale circoscrizionale, moltiplicando poi per cento i resti e dividendoli, infine, per il totale dei voti validi delle liste, si ottiene all’Aquila la cifra elettorale residuale per Forza Italia di 0,469, superiore allo 0,446 di Chieti. In base a questo risultato, secondo gli interessati al ricorso, il seggio scattato in favore di Mauro Febbo a Chieti si sarebbe dovuto assegnare a Iampieri e, di conseguenza, il seggio di Azione Politica, conquistato all’Aquila da Roberto Santangelo, sarebbe dovuto scattare nel Chietino in favore di Bellisario. «L’Ufficio centrale regionale è stato indotto nel fatale errore», si legge ancora nell’istanza che fa da apripista al ricorso al Tar vero e proprio, «di non aver proceduto a eseguire la preliminare e fondamentale operazione di ponderazione del voto, imposta dalle legge elettorale, che ristabilisce pari opportunità tra province con numero di votati diversi». Non attenersi a questo principio avrebbe favorito l’elezione di candidati delle province più popolose. (l.c.)