Elezioni, Marsilio ci riprova: «Collegio unico in Abruzzo»

11 Luglio 2024

L’annuncio di Verrecchia, capogruppo FdI, fa storcere il naso anche al centrodestra

L’AQUILA. «Fa parte del mio mandato di governo la nuova legge elettorale con il collegio unico al posto dei quattro provinciali. La riproporrò con uno spirito costruttivo, aperto al confronto, ma con l'obiettivo di approvarla nei primi mesi della legislatura, il più lontano possibile dalle prossime elezioni». Questo l'annuncio di Marco Marsilio subito dopo essere stato confermato presidente della Regione Abruzzo.
Già nella passata legislatura, Marsilio aveva depositato una proposta di legge di modifica dello Statuto, mai arrivata in aula, anche per mancanza dei tempi tecnici con l'avvicinarsi del fine mandato e delle elezioni. «Ora per il presidente i tempi sono maturi», ha dichiarato due giorni fa il capogruppo di Fratelli d’Italia, Massimo Verrecchia.
Ma la strada non sarà in discesa neanche questa volta. «Non mi sono arreso. Mancano cinque anni alle prossime elezioni ed è giusto porre subito questo tema», le parole dello stesso Marsilio, «perché la norma migliorerà la qualità della legislazione». Come?
«Tutti gli assessori che hanno un’appartenenza territoriale, San Salvo, Trasacco, Corropoli, L'Aquila, Pescara e così via, saranno indotti a non fare gli assessori della loro città né della loro provincia», la risposta del governatore, «dovranno invece essere al servizio dell'intera comunità abruzzese, perché ad essa, con il collegio unico, dovranno rispondere. E aggiungo anche che i consiglieri dovranno essere al servizio dell'intera comunità abruzzese. Consiglieri e assessori», aveva concluso il presidente, «non devono fare i sindacalisti del piccolo territorio, contro il resto dell'Abruzzo. Per questo dico e confermo che una nuova legge elettorale aiuterà a far crescere la classe dirigente». Ma anche nel centrodestra c’è già chi storce il muso. Accade persino all’interno di Fratelli d’Italia, dopo l’annuncio fatto da Verrecchia nella conferenza dei capigruppo di due giorni fa. Il motivo è facile da intuire: il collegio unico farebbe lievitare le spese elettorali dei candidati, oltre a sbarrare la strada e le aspirazioni di chi rappresenta piccoli centri abruzzesi.
Le principali novità riguardano: 1) l'introduzione del collegio unico elettorale; 2)l'introduzione della tripla preferenza di genere; 3) l'elezione a consigliere regionale dei candidati alla carica di Presidente non risultati eletti collegati a una singola lista o a una coalizione di liste che abbia ottenuto almeno due seggi; 4)l'assegnazione dei seggi, con criterio proporzionale, alle coalizioni di liste e alle liste non unite in coalizione sulla base delle rispettive cifre elettorali; 5)un ampliamento del numero di candidati di lista.
Novità spiegate da Marsilio nella premessa alla sua legge. L'introduzione del collegio unico elettorale – scrive il presidente – consente di prefigurare un sistema nel quale un candidato possa sottoporsi al giudizio di tutti i cittadini della Regione indipendentemente dal territorio di appartenenza. La costituzione di un'unica circoscrizione elettorale permette, pertanto, di superare quella frammentarietà che caratterizza il nostro tessuto regionale e che molto spesso impedisce di creare sinergie in un'ottica di sviluppo e crescita (si pensi, solo a titolo di esempio, al fondamentale tema relativo al potenziamento delle infrastrutture). In definitiva – scrive Marsilio – l'abolizione delle quattro circoscrizioni elettorali e la costituzione di un unico collegio rappresenta un passo in avanti per poter migliorare ulteriormente sia la qualità dell'azione del governo regionale che la stessa qualità della legislazione, uscendo dalla logica degli eccessivi campanilismi.
E ancora: «Al fine di aumentare le possibilità di scelta da parte dei cittadini viene introdotta la tripla preferenza di genere così come attualmente previsto per l'elezione dei rappresentanti al Parlamento europeo». Le preferenze quindi dovranno riguardare candidati di sesso diverso non solo nel caso di due (un uomo e una donna), ma anche nel caso di tre: due donne e un uomo oppure due uomini e una donna. E poi: «Similmente a quanto avviene nelle elezioni nei comuni superiori a 15.000 abitanti, si prevede la possibilità di attribuire un seggio di consigliere regionale ai primi due candidati alla carica di Presidente della Giunta regionale, non risultati eletti, collegati a una singola lista o ad una coalizione di liste che abbiano ottenuto almeno due seggi».
Attualmente i due seggi di diritto vengono attribuiti al Presidente eletto e al candidato alla carica di Presidente della Giunta che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quelli conseguiti dal Presidente della Giunta eletto. Inoltre «si pone rimedio rispetto ad una criticità presente nella disciplina vigente che si è manifestata in particolare nel corso delle elezioni regionali del 2019. Si prevede, infatti, che il riparto dei seggi avvenga, in misura proporzionale, tra le coalizioni di liste e le singole liste non riunite in coalizione secondo le rispettive cifre elettorali e non più, come è previsto oggi, dando priorità alle sole liste circoscrizionali.
Infine, la nuova legge elettorale propone un innalzamento del numero di candidati per ogni singola lista, sia nel numero massimo che in quello minimo, «ciò al fine di garantire una più ampia partecipazione dei cittadini alla competizione elettorale». Ma per Marsilio non sarà una passeggiata.
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