Elia, 111 anni di buon sangue abruzzese

23 Agosto 2016

La signora è la settima donna più longeva d’Italia ed è nata a San Valentino, ora vive a Pavia

PAVIA. Entra a passi lenti nel soggiorno, tappezzato di ricordi, solo dopo che Maria, la sua fedele dama di compagnia, le ha sistemato a dovere il vestito a fiori azzurri, gli orecchini e un filo di perle al collo. Non rinuncia mai alla sua eleganza, dote innata, Elia Clizia Concari, maestra elementare in pensione che il 14 luglio ha raggiunto l’invidiabile traguardo dei 111 anni. E’ la settima donna più longeva d’Italia.

Ha sferruzzato centrini all’uncinetto e letto libri e giornali fino a pochi anni fa. Ma la voce negli ultimi tempi le si è fatta più flebile e l’ha costretta a rinunciare un po’ al piacere delle lunghe telefonate con le vicine di casa. Nata nel 1905 a San Valentino, da oltre mezzo secolo vive a Pavia, in una palazzina a pochi passi dalla basilica di San Pietro in Ciel d’Oro dove riposano le spoglie di Sant’Agostino. E dove, fin che ne ha avuto le forze, è entrata da sola, sorretta da un bastone, a pregare. Poi si è dovuta accontentare di seguire la messa alla tv.

«Sono nata il 14 luglio, il giorno della presa della Bastiglia in Francia» dice fiera, dimostrando mente lucida e memoria. Poi snocciola i nomi delle due sorelle e dei due fratelli, ricorda i volti di mamma e papà che – nonostante le difficoltà economiche di una famiglia piegata dalla guerra – le hanno permesso di studiare e diplomarsi.

«Prima di fermarsi definitivamente a Pavia, alla fine degli anni Cinquanta, la mamma è stata maestra elementare in molte scuole italiane, dall’Alto Adige alla Calabria» spiega uno dei quattro figli, Giampiero, 76 anni che le accarezza amorevolmente i capelli bianchi. Insieme ai fratelli Claudio, Sergio e Giuliano, alle rispettive mogli e ai tre nipoti ha festeggiato il compleanno di nonna Elia davanti a una grande torta di panna montata.

Nel 1995 ha perso il marito, Simeone Zanchi, ispettore dellavoro ormai in pensione. «Adesso tocca a me» aveva sbuffato un po’ rassegnata parlandone con i figli. Sono passasati 21 anni. Il nipote, figlio di Sergio, Matteo Zanchi si è rivolto all’Agitalia insieme al cugino Elio Pallotta, che vive all'Aquila, dopo aver rinvenuto nella casa paterna, oltre ad una serie di foto e lettere dell'anziana donna, anche il titolo di Stato per 20 lire donato dal padre Francesco alla figlia Elia nel 1905 in occasione del battesimo della stessa. L’Associazione si occupa del recupero dei titoli di Stato e dei buoni postali molto vecchi e la signora ne è diventata socia, dopo essere stata utente per risolvere i problemi legati alla riscossione del vecchissimo titolo di Stato. E ora l’Agitalia, spiega Giovanni Rossini dell’associazione, «le dedicherà a settembre, come regalo di compleanno, una pagina Facebook».

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