Elice, perizia sullo scontro mortale

28 Aprile 2017

Davanti al giudice 23enne accusato di omicidio colposo. L’udienza slitta a maggio

PESCARA. Ha preso il via davanti al giudice dell’udienza preliminare, Nicola Colantonio, il procedimento sull'incidente stradale avvenuto un anno fa a Elice, località Madonna degli Angeli, in cui perse la vita Gino Palusci, 65 anni, originario di Bisenti. L'uomo, alla guida di una Renault Megane, morì dopo essersi scontrato con un Opel Corsa guidata da un 23enne di Città Sant'Angelo. A bordo della vettura c'era anche la moglie del 65enne, che nell'impatto rimase ferita.
Ieri, la donna, i figli e i fratelli della vittima, tramite l'avvocato Wania Della Vigna, si sono costituiti parte civile, mentre il legale del 23enne, l'avvocato Elena Anzolin, ha chiamato in giudizio, come responsabile civile, l'assicurazione del suo assistito. L'udienza è stata aggiornata al prossimo 18 maggio. Il pm Mirvana Di Serio accusa il 23enne di omicidio colposo perché avrebbe «effettuato una manovra di svolta a sinistra, oltrepassando la linea bianca mezzeria e invadendo l'opposta corsia di marcia senza avvedersi e, quindi, senza concedere la precedenza alla Renault condotta da Palusci, che viaggiando nell'opposta direzione, a una velocità di circa 115 km/h e in prossimità del centro della carreggiata, non riusciva a evitare l'urto con l'Opel».
La difesa sostiene la non colpevolezza del ragazzo sottolineando che «chi gira a sinistra, se non vede nessuno arrivare, inizia la svolta. Se poi arriva una vettura a tale velocità, è chiaro che non è possibile imputargli una colpevolezza perché non è possibile prevedere ciò che non si vede».
Anzolin poi sostiene che la perizia della procura «ha fatto emergere una conduzione della vettura da parte del 65enne del tutto disattenta. In pratica, viaggiava a 130 chilometri all'ora, al centro della carreggiata, e non ha né frenato, né rallentato, né deviato la corsa».
«La perizia», aggiunge, «ha localizzato il punto d'urto, risultato diverso da quello individuato dai rilievi dei carabinieri». Questo, secondo l'avvocato, contraddice la tesi che «il 23enne viaggiava contromano». Anzolin fa leva anche sulle indagini svolte dal consulente dell'assicurazione. «Da questa perizia», sottolinea il legale, «l'imputato risulta non responsabile, in quanto il 65enne viaggiava sopra le strisce bianche di mezzeria e, quindi, anche se il mio assistito fosse rimasto fermo nella sua posizione, sarebbe stato travolto».
Marianna Ventura
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