Emendamenti saltati, regione penalizzata

8 Dicembre 2016

Niente misure per la ricostruzione post sisma. Ma le proposte decadute con la fiducia alla legge di Bilancio possono tornare in gioco

PESCARA. Ce l’hanno fatta gli agricoltori, può brindare la Coldiretti, ma per quanto riguarda gli altri provvedimenti che interessano l’Abruzzo, occorrerà aspettare. Il nuovo governo o il decreto Milleproroghe nel quale potranno appunto essere infilate quelle misure che sono rimaste escluse con il voto di fiducia.

E se c’è chi festeggia il via libera definitivo alla manovra di Bilancio, non manca neppure chi è, invece, costretto a sperare. Per tutti quei provvedimenti attesi in Abruzzo ma che alla fine sono rimasti fuori. Il deputato abruzzese capogruppo di Ncd Paolo Tancredi ricorda che alla Camera è passato il provvedimento che destina 500mila euro all'Istituto superiore delle Industrie Artistiche (Isia) di Pescara , presieduto da Nicola Mattoscio. E basta.

E’ infatti al Senato il numero più corposo di emendamenti che riguarda la regione e che interessano in prevalenza il post terremoto del 2009 e del 2016 . Si tratta di provvedimenti che avrebbero potuto trovare posto nel decreto di questi giorni se il governo non fosse caduto e che invece la senatrice Stefania Pezzopane (Pd), firmataria di quasi tutte le proposte, ha preferito non depositare (perché altrimenti sarebbero stati bocciati a causa della “fretta” imposta all’aula dalla crisi di governo) e che riproporrà appena possibile. «Il quadro politico post voto referendario e le dimissioni del presidente Renzi hanno imposto l'accelerazione dell'iter della legge Bilancio, per evitare un ulteriore passaggio alla Camera con rischio dell'esercizio provvisorio. Il provvedimento è stato quindi blindato così come uscito da Montecitorio», aggiunge la senatrice.

Ma quali sono gli emendamenti? Stiamo parlando della ricostruzione, delle bollette di Equitalia e dell’edilizia scolastica. «In quest’ultimo caso l’intento è quello di attribuire alle Regioni un'autonomia finanziaria per disporre di quei fondi che non hanno speso e che altrimenti dovrebbero restituire allo Stato», spiega la Pezzopane.

Resta in piedi il Piano casa con le norme dei bonus sismici : 15 milioni di euro per L’Aquila e 2 per il cratere per sopperire alle minore entrate. La proroga dei Co.co.co nei comuni del cratere, l’equiparazione del trattamento salariale accessorio dell'ufficio speciale del cratere, le risorse per abbattere il fondo di solidarietà per i comuni del cratere. C’è anche l’emendamento che proroga i contratti a tempo determinato dei comuni e degli uffici speciali. «Così come», sottolinea la senatrice, «il provvedimento che blocca l’abitazione equivalente come è stato fatto nel 2009. Non sarà più possibile cioé, in analogia con il decreto del nuovo terremoto del 2016, ricostruire altrove. Una norma che riequilibrata».

Nel decreto terremoto 2016 resta la norma più innovativa per quei comuni (tre nel Teramano e tre nell’Aquilano): «Chi ha subito danni nel 2009 e subisce un nuovo danno riscostruisce con la normativa 2016 che prevede i contributi al 100 per cento sulle seconde case». Infine il Bimillenario di Ovidio per le cui celebrazioni erano in ballo 500mila euro. «Anche qui c’è un disegno di legge incardinato in commissione», commenta la senatrice. Che riserva una stoccata a chi l’ha criticata per non aver condotto in porto, in questa fase, gli emendamenti: «Io farò i fatti, a Fratelli d'Italia e al vicepresidente del consiglio regionale dell'Abruzzo Paolo Gatti, di Forza Italia, dei quali leggo stravaganti dichiarazioni, lascio l'arduo compito dei comunicati stampa e delle sterili polemiche».

Ce l’hanno fatta, invece, sul filo di lana le misure per la competitività attese anche dal settore agricolo regionale. Misure che vanno dall’insediamento dei giovani al taglio della fiscalità per liberare risorse agli investimenti, dall’aumento delle pensioni agricole al sostegno alla produzione dei cereali contro il rischio desertificazione. Dopo la cancellazione di Imu e Irap la manovra prevede innanzitutto l’esenzione ai fini Irpef per il triennio 2017-2019 dei redditi dominicali e agrari relativi ai terreni condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Coldiretti Abruzzo ricorda come questo provvedimento in Abruzzo interessi oltre 39mila aziende agricole attive che operano all’interno dei 454mila ettari di superficie utilizzata capace di generare un valore aggiunto di oltre 1.300milioni di euro: «Ci saranno effetti positivi sul piano ambientale, paesaggistico e culturale che tutti i cittadini potranno apprezzare».