Emergenza acqua, l’Aca annuncia: «Sono quasi azzerate le chiusure»

L’Azienda ha revocato le interruzioni e le riduzioni in molti comuni, Pescara torna alla normalità La presidente Brandelli: «C’è stata un’inversione di tendenza rispetto all’estate grazie alle piogge»
PESCARA. «È presto per dire che siamo fuori dal tunnel dell’emergenza idrica. Ma nei giorni scorsi è piovuto e non ci sono stati degli extraconsumi, per cui l’acqua che abbiamo a disposizione basta, è sufficiente». Con queste parole la presidente dell’Aca, Giovanna Brandelli, annuncia l’annullamento, per questi giorni, di una lunga serie di chiusure dei serbatoi che questa estate hanno provocato parecchi disagi a migliaia di famiglie in molti comuni della provincia, una trentina.
Per mesi, l’Aca ha provveduto a interrompere l’erogazione nelle ore notturne, seguendo un calendario diverso da comune a comune, ma i problemi provocati ai cittadini sono stati identici in tutte le zone colpite da questa emergenza, tanto più che molti edifici non sono dotati di autoclave.
La chiusura dei serbatoi è stata annullata, da venerdì, nella quasi totalità dei comuni della provincia, e resta in vigore solo a Città Sant’Angelo, Brittoli, Civitaquana, Cugnoli e Nocciano, fino a domani. Sono state annullate anche le riduzioni idriche in programma, sempre fino a domani, a Pescara e Francavilla mentre resta programmata quella che interessa Città Sant’Angelo (Colle di Sale).
«Non possiamo garantire l’annullamento anche per tutta la prossima settimana, perché prima ne dobbiamo essere certi e proprio per questo le verifiche sulle sorgenti sono continue. Per il momento c’è stata una inversione di tendenza e si può dire che la tendenza è molto positiva», prosegue sempre Brandelli.
Nel frattempo l’Aca sta lavorando su altri fronti, per risolvere i mille problemi di una rete non adeguata. «Si sta progettando il rifacimento e un primo step è stato fatto nel 2019 ma dobbiamo arrivare a una progettazione appaltabile che somigli molto all’esecutivo». Certo c’è il nodo dei fondi da risolvere. «Noi puntiamo ai fondi di Pnrr ma se non sarà possibile seguire questa strada agganceremo altre linee di finanziamento e magari non realizzeremo tutti i lavori insieme ma per tranche».
Di certo i presupposti degli anni a venire dovranno essere diversi, rispetto al passato. «Non possiamo pensare di continuare a prendere altra acqua ma dobbiamo usare meglio quella che abbiamo» e le nuove reti consentirebbero di evitare sprechi e di raggiungere un obiettivo simile. Visto che alle spalle ci sono «due anni consecutivi di carenza idrica, poi, non è immaginabile di tornare alla situazione di prima», sarebbe troppo ottimistico, ma si possono creare i presupposti per affrontare una estate del 2021 senza tutti i problemi di quest’anno. «Il 2021 non si ripeterà se il Consorzio di bonifica Centro attiverà il potabilizzatore per produrre acqua di seconda scelta» il che vuol dire che, attivando l’impianto di Chieti, si renderà l’acqua di fiume utilizzabile a fini irrigui (i fondi ci sono già), evitando di usare l’acqua potabile per l’irrigazione. Sarà possibile avere una maggiore quantità di acqua a disposizione grazie al «nuovo allaccio a Bussi», dove i lavori sono già in corso, e dal «pozzo di emergenza di Pineto, dove è tutto fermo dal 2012» ma l’Aca intende «sbloccare gli emungimenti dal Vomano». Se questi obiettivi saranno colti «non penso che, a parità di clima, nel 2022 ci troveremo nelle stesse condizioni di quest’anno», conclude Brandelli.

