Emergenza idrica in provincia, 400 aziende vestine in affanno

25 Giugno 2024

Scattate le chiusure notturne nei comuni del Pescarese, a Penne stop anche alle fontane pubbliche In calo la portata della diga che rifornisce centinaia di produzioni zootecniche e ortofrutticole

PENNE. L'emergenza idrica è divenuta sempre più una costante in Italia. Penne e l'area Vestina non fanno eccezione, sia per ciò che concerne l'uso domestico dell'acqua sia per l'utilizzo nei campi. Per fronteggiare la carenza di acqua, l'Aca ha comunicato la chiusura notturna (dalle 22.30 alle ore 6) del serbatoio principale dallo scorso 20 giugno e fino a venerdì prossimo. Sono circa 3000 le utenze interessate dalle difficoltà. «Siamo a lavoro con Aca per definire un sopporto ai nostri cittadini», ha detto il sindaco di Penne, Gilberto Petrucci. «È necessario programmare interventi di manutenzione sulle reti idriche, molte delle quali obsolete. Viene dispersa molta acqua. In futuro l’emergenza idrica sarà ancora più forte. Bisogna intervenire per risolvere il problema. Con l’assessore alla protezione civile Antonio Baldacchini abbiamo aperto un tavolo operativo per sostenere la popolazione ancora sprovvista di autoclavi», ha concluso il primo cittadino di Penne. L’amministrazione comunale, attraverso l’assessorato comunale alla protezione civile (337 915745), è a disposizione per ridurre i disagi alla popolazione. È stato fermato anche l'utilizzo di una buona parte delle fontanine della città, sia in centro storico che nelle zone periferiche. Una soluzione necessaria per limitare il disperdersi dell'acqua potabile in vista dei prossimi mesi che si preannunciano come i più critici dell'estate. «Si continuano a registrare progressivi decrementi di portata delle sorgenti e contestuali sovraconsumi causati dalle alte temperature, che determinano progressivi abbassamenti dei livelli dei serbatoi», hanno fatto sapere dall'Aca. Critica anche la situazione relativa alla portata idrica dei campi. La principale risorsa del territorio vestino, la diga di Penne, gestito dal consorzio di bonifica centro, si trova ben al di sotto delle medie stagionali. Ieri il livello dell'invaso pennese segnava quota 242.18 metri sul livello del mare. A luglio scorso il livello era di circa 255 metri sul livello del mare. Sono oltre 400 le aziende di zootecnica e comparto ortofrutticolo dell'area vestina che si riforniscono costantemente nell'invaso della diga .
La scorsa stagione estiva, le carenze di portata idrica provocarono un calo del 50% nella produzione di formaggi e anche quest’anno il rischio di una scarsa produzione è alto. Legate al problema siccità anche le difficoltà del comparto zootecnico, con la produzione di latte che scenderà almeno del 30%. Gravi difficoltà anche dal comparto cerealicolo con la produzione che rischia di scendere del 50%. Nel comparto della viticultura, invece, si sono già persi circa due appezzamenti su tre. Le difficoltà dei produttori hanno comportato un innalzamento dei prezzi per i consumatori. Il prezzo del latte è arrivato ad avere un costo di produzione di 55 centesimi litro. Per quanto riguarda il grano duro, invece, l’anno scorso veniva venduto a 50 euro al quintale, quest’anno a poco più di 25 euro. E il grande caldo ha fatto aumentare di molto i costi di energia per gli allevatori per mantenere una temperatura idonea all'interno delle stalle.