Emergenza pediatri, aperti altri due studi

La Asl rassicura le famiglie: situazione migliorata con le deroghe ai massimali. Ma i sindacati protestano
PESCARA. Con l’arrivo del freddo, febbre, tosse, raffreddore e altri malanni si diffondono più facilmente. Specie tra i piccoli. Con i genitori che si rivolgono più frequentemente ai professionisti, il carico di lavoro per i pediatri diventa pesante. Ancora di più alla luce del fatto che praticamente tutti hanno superato i massimali. Nella provincia di Pescara, secondo i dati forniti dalla Asl sono attivi 29 pediatri. Il massimale degli assistiti stabilito dalla legge è di 880 bambini, ma sono diversi i dottori che si trovano a seguirne anche mille. La situazione è un po’ migliorata da ottobre con l’apertura dello studio medico della dottoressa Concetta Febo, e andrà meglio con l’avvio dell’attività di Carmela Porcelli, iniziata il 28 dicembre. «Le scelte effettuate in deroga al massimale», spiegano dalla Asl, «consentite in via eccezionale e temporanea, legittimate dalla carenza di pediatri disponibili al momento della scelta, potranno pertanto cessare definitivamente a seguito dell’apertura del nuovo studio. I genitori quindi dovranno effettuare la loro scelta a favore del pediatra con disponibilità entro il massimale, sul portale della Regione o presso gli uffici del distretto di Pescara Nord o Pescara Sud».
Le cose sono peggiori, nell’ambito territoriale di Montesilvano «poiché le scelte a tempo determinato, in deroga al massimale, risultano ancora elevate e dunque gli interventi da effettuarsi», dice ancora la Asl «sono in corso di valutazione. Mentre per l’ambito territoriale di Scafa, Abbateggio, Alanno, Caramanico, Cugnoli, Lettomanoppello, Manoppello, Roccamorice, Sant’Eufemia a Maiella, Salle, San Valentino, Serramonacesca, Turrivalignani, dall’11 settembre, la pediatra Stefania De Marco ha aperto lo studio medico a Scafa». Per la Asl, è opportuno «sensibilizzare i genitori/tutori alla scelta del medico di famiglia per i bambini che abbiano superato l’età dei sei anni, ove possibile, al fine di consentire una più ampia assistenza pediatrica ai bimbi ricompresi nella fascia di età 0-6 anni, (per i quali il pediatra è obbligatorio, ndc)». Per quanto riguarda i medici di medicina generale, nella Asl pescarese se ne contano 256, «un numero sufficiente», conferma Maria Assunta Ceccagnoli, presidente dell’ordine dei Medici di Pescara e referente per la comunicazione della Asl. «La situazione come Asl di Pescara», commenta, «è tendenzialmente buona, soprattutto se raffrontata con altre realtà italiane dove il quadro è disastroso. È vero che si registra una carenza di pediatri, ma la deroga dei massimali ha consentito di dare l’assistenza a tutti».
«Ma non è tollerabile», commenta Silvio Basile, presidente Sindacato medici italiani, sezione Abruzzo, «perché non ci sono adeguati tempi di risposo. A Pescara ci sono circa 20mila persone senza medico di famiglia e spesso non ne sono al corrente». Poi c’è l’aspetto legato ai pensionamenti. «Basterebbe vedere le anagrafiche dei medici, per capire che da oggi al 2025-2026 se ne andrà il 30% per cento dei medici di base. E per i pediatri, almeno uno su due».

