Emergenza Rdc, si muove la Regione

12 Agosto 2023

In 14mila rimasti senza assegno: l’assessore Quaresimale incontrerà Cgil, prefetti e Anci

L'AQUILA. Reddito di cittadinanza, la Regione si muove. Sono 14mila in Abruzzo gli ex percettori del sussidio. Una parte di questi, non ancora quantificata, sarà presa in carico dai servizi sociali, l’altra è destinata ai percorsi formativi per il lavoro. Ma i Comuni e i Centri per l’impiego non sono stati messi nelle condizioni per affrontare questa emergenza sociale. Di tempo ce n'è pochissimo, avverte la Cgil che ha inviato una nota di sollecito alla Regione, all'Anci Abruzzo e alla Prefettura dell'Aquila mettendo in luce «le criticità che derivano dallo stop al reddito di cittadinanza». La risposta dell'assessore regionale al Lavoro, Pietro Quaresimale, non si è fatta attendere: a breve verrà convocato un tavolo congiunto, alla presenza degli enti coinvolti, per capire come gestire la situazione e velocizzare le pratiche per l’affidamento ai servizi o l'inserimento lavorativo.
«La scadenza del reddito di cittadinanza per tutti i nuclei percettori dove non è presente un minore, un over 60 e un componente con disabilità», fa presente Mirco D'Ignazio, segretario regionale dell’Inca - Cgil, «sta provocando un prevedibile allarme in chi, il 27 luglio scorso, ha percepito l’ultimo assegno al quale non ne seguiranno altri. Dal 27 di agosto», sottolinea D’Ignazio, «c’è il rischio che esploda una bomba sociale. Il Governo, le Regioni, i Comuni, nella maggior parte dei casi, non hanno anora messo in atto interventi adeguati per affrontare la situazione che si è venuta a creare e che vedrà un crescendo di cittadini in condizione di bisogno e in cerca di risposte».
Il tavolo convocato dalla Regione servirà per dare risposte in merito agli interventi organizzativi necessari sia per i Centri per l'impiego sia nei Comuni. «Proprio questi ultimi», evidenzia D'Ignazio, «devono espletare tutta una serie di attività per far sì che chi svolge attività sociale per le amministrazioni continui a percepire un aiuto economico. Ma il personale, nei Comuni, è già insufficiente a garantire l'attività ordinaria, figuriamoci ad occuparsi di nuove mansioni. Lo stesso vale per i Centri per l'impiego, chiamati a gestire quanti hanno perso il reddito e potranno fare domanda per percepire il sussidio di 350 euro mensili, accompagnato da un percorso formativo per il reinserimento nel mondo del lavoro». I Centri per l'impiego, secondo la Cgil, dovranno attivare queste procedure in maniera organica, senza differenziazioni territoriali, per dare a tutti le stesse opportunità.
«Un meccanismo che richiede un lavoro sinergico sul territorio abruzzese», aggiunge il segretario dell’Inca, «per questo abbiamo chiesto il coinvolgimento della Regione, dell'Anci e delle Prefetture: siamo di fronte ad un passaggio che, se non gestito adeguatamente, può portare a un autunno drammatico anche in Abruzzo». (m.p.)
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