Emergenza senzatetto Si cercano dormitori in vari punti della città

L’assessore Teodoro annuncia che l’amministrazione sta individuando le sedi. Allegrino: «Bisogna fare presto»
PESCARA. Non un solo dormitorio per senzatetto ma più di uno, spalmati sul territorio cittadino. Sarà il “piano freddo” di quest’anno e «solo di quest’anno», tiene a precisare l’assessore all’ Associazionismo Gianni Teodoro, «perché prima o poi verrà individuato un luogo che diventerà il centro dell’accoglienza per i senza fissa dimora» che affiancherà quello, strapieno, della Caritas.
Però «bisogna fare presto, perché il freddo sta arrivando e prima di Natale vorrei che tante persone bisognose avessero un ricovero caldo» incalza l’assessore alle Politiche sociali Antonella Allegrino che rilancia (lo aveva già fatto qualche giorno fa, ma «sto sollecitando da settembre») un appello alla sua amministrazione e confida «nella sensibilità del sindaco» Marco Alessandrini e «dei colleghi di giunta» per arrivare ad una rapida soluzione del problema. «La nostra macchina organizzativa, con le tante associazioni di volontariato attive, è pronta all’allestimento di una sede» dice Allegrino.
Intanto, l’amministrazione comunale è impegnata a cercare una sede, o più sedi sparse in città, per dare ricovero a circa una settantina di clochard, tra cui alcune donne, pescaresi, ma anche romeni, bulgari, polacchi, che vagano sulle strade, o fermi agli angoli delle vie dello shopping natalizio.
Allegrino ripropone il centro Britti, nel quartiere San Donato, nato lo scorso anno come progetto sperimentale. L’assessore ritiene sia «la migliore soluzione anche per la vicinanza alle mense della carità».
Quest’anno sono stati stanziati 30mila euro per il “piano freddo”. Lo scorso anno, con i 70 senza fissa dimora ricoverati e 22mila euro spesi, il centro Britti si è rivelato «un perfetto luogo dell’accoglienza», precisa Allegrino, « dove queste persone bisognose hanno ricevuto attenzioni e sono state persino intrattenute con spettacoli musicali grazie alla solidarietà di diverse band locali»
Al momento, però, dal « ventaglio delle sedi che stiamo valutando», rivela Teodoro, «non c’è il centro Britti», che avrà, con ogni probabilità, una destinazione associativa diversa. Nella lista delle sedi «su cui stiamo ragionando, ma non siamo arrivati ad alcuna definizione», ci sarebbero, invece, i locali l’ex Divertilandia, nella stazione Porta Nuova. Una location fortemente avversata dall’associazione “Pescara Porta Nuova che verrà”, di recente costituzione, che raggruppa 500 commercianti e residenti del quartiere.
Entrambi gli assessori sottolineano più volte che «la grandezza di Pescara sta nella sua capacità di accoglienza e di apertura nei confronti anche di persone venute da lontano che poi si sono stabilite qui da noi. Queste persone non fanno male a nessuno, sono state solo sfortunate». Questo per dire che, ancora una volta, quella parte di città che tende al rifiuto deve «lanciare il cuore oltre l’ostacolo» e non deve «temere o sentirsi infastidita» da tali presenze. Soprattutto, se queste «persone non invisibili» verranno, come nelle intenzioni dell’amministrazione, distribuite «in più luoghi della città» che al momento restano top secret. «Fermo restando», precisa Allegrino,«che qualcuno vorrà restare in strada e non potremo portarlo via in maniera coatta».
Però «il tempo stringe». E Teodoro promette che la soluzione arriverà «tra qualche giorno», in tempo per Natale.

