Emergenza sicurezza, appello ai candidati

20 Settembre 2022

La Federazione sindacale di polizia: infiltrazioni della criminalità organizzata, Pescara va protetta

PESCARA. Pescara snodo centrale d’Abruzzo e un’mergenza sicurezza da affrontare. È questa la premessa con cui la Federazione sindacale di Polizia (Fsp)ha stilato il pacchetto di richieste inviato ai candidati alle elezioni politiche in programma domenica, allegando copia della relazione “Pescara SiCura” stilata lo scorso 11 novembre 2021 per il sottosegretario al ministero dell’Interno Nicola Molteni e che, scrive la Federazione, «sarà consegnata a Prefetto e Questore, ai presidenti di Regione e Provincia, dell’Osservatorio regionale per la Sicurezza e la Legalità, al sindaco di Pescara e agli assessori alla Sicurezza di Pescara e Montesilvano».
Il pacchetto a firma del segretario provinciale Antonio Ronzone e il consigliere nazionale Walter Massimiliani parte proprio dal fatto che Pescara, «con l’unico aeroporto della regione e un importantissimo snodo ferroviario», conta 120mila abitanti che diventano 360mila con il suo agglomerato urbano. Dati che «trovano un fedele riscontro nella fotografia dello sviluppo della criminalità della regione». Con questo citano «i dati forniti dal ministero dell’Interno e le ultime relazioni della Dia che hanno rilevato sul territorio pescarese infiltrazioni della criminalità di stampo mafioso pugliese, calabrese, campana e siciliana, nonché le annose e gravi situazioni della criminalità locale». Tutti elementi che «fotografano un territorio che invoca sicurezza». Senza contare, come ricorda Fsp, «l’perazione della Dia dello scorso 26 luglio, sotto il coordinamento della procura di Reggio Calabria, che ha coinvolto anche Pescara e che ha portato a 12 arresti e al sequestro preventivo di circa 32 milioni di euro, e i gravissimi fatti di cronaca dello scorso 1° agosto, con l’esecuzione in stile mafioso dell’architetto Walter Albi e il grave ferimento di Luca Cavallito, che impongono particolare attenzione anche alla luce di analoghi fatti, gli omicidi di Italo Ceci nel 2012 e di Alessandro Neri nel 2018».
Di qui, le richieste, vale a dire: «Adeguamento degli organici e delle dotazioni dei reparti della Polizia di Stato della provincia. Entro il 2025», fanno presente i sindacalisti, «andrà in pensione, solo per raggiunti limiti di età, circa 1/3 dei poliziotti in servizio ed è d’obbligo correre ai ripari. Oltre all’adozione di un piano straordinario di assunzioni, già richiesto a livello centrale, occorre l’immediata riclassificazione di tutti i reparti della provincia l’istituzione del reparto Mobile di Pescara, atteso che le esigenze del territorio sono praticamente quotidiane tra eventi sportivi, politici e esigenze della movida». E ancora, è necessario « istituire un posto di Polizia fisso a Montesilvano, territorio caratterizzato da una forte espansione e/o di un posto di Polizia fisso nella Val Pescara o, comunque, nelle aree interne; l’assegnazione di personale specializzato Uopi anche al reparto Prevenzione Crimine Abruzzo di Pescara, l’istituzione nella provincia di un distaccamento delle nascenti Sisco destinate alle città sedi delle Direzioni Distrettuali Antimafia con competenza interprovinciale».
A questo, si aggiunge «la necessità di aggiornare e adeguare le dotazioni per i servizi di controllo del territorio, con la distribuzione di armi non letali come le pistole a impulsi elettrici e gli spray urticanti, insieme alle body-cam che va e resa capillare».