Emp travolto dai debiti, azzerato il cda

18 Novembre 2024

Oggi l’assemblea dei soci: a guidare l’Ente Manifestazioni potrebbe arrivare un amministratore unico. Il Pd: «Masci si fermi»

PESCARA. Il cda dell’Ente Manifestazioni Pescaresi potrebbe essere azzerato già da oggi: al posto di un presidente e 4 consiglieri, che hanno un compenso simbolico di 30 euro lorde a seduta, potrebbe arrivare un amministratore unico. Potrebbe essere questa la svolta per salvare l’Emp travolto dai debiti: il bilancio 2022, l’ultimo approvato, parla di 299.727,90 euro di debiti verso i fornitori e passività per 851.200,08 euro. Numeri che fotografano una crisi conclamata: nella sede sociale sono arrivati anche i pignoramenti.
Dal 1950, l’Ente Manifestazioni è un faro della cultura in città: organizza rassegne come Pescara Jazz e Funambolika e gestisce il teatro D’Annunzio, chiuso da sette mesi per il rischio crollo. Ma ormai i conti in rosso sono una costante: sempre più ricorrenti i segni meno sui bilanci, sia con il centrosinistra che con il centrodestra. Nel 2017, i debiti dell’Emp ammontavano a 192.749,02 euro con 2.708.392,12 euro di passività; nel 2018, 201mila di debiti e 839mila di passività; nel 2019, debiti in calo a 109mila euro (744mila di passività); nel 2020, 53mila euro di debiti, l’importo più basso degli ultimi 7 anni (758mila di passività); i debiti sono tornati a salire nel 2021 a quota 231mila euro (867mila di passività); dal 2021 al 2022, un altro aumento dei debiti di circa 70mila euro e, adesso, l’ammontare sfiora i 300mila.
In questa situazione, oggi alle 12.30 è in programma l’assemblea dei soci dell’Emp, da una parte il Comune e dall’altra l’associazione Amici dell’Ente Manifestazioni: «Nel pieno dell’approfondimento su una situazione debitoria divenuta particolarmente allarmante, è stata convocata l’assemblea dei soci per la nomina di un amministratore unico al posto di un consiglio di amministrazione plurale», dicono i consiglieri comunali Pd Piero Giampietro, Giovanni Di Iacovo, Francesco Pagnanelli, Michela Di Stefano e Marco Presutti, «premesso che per statuto tutte le cariche sono gratuite, crediamo che una tale accelerazione verso una ulteriore e preoccupante chiusura a riccio dell’Emp sia il segnale di una situazione fuori controllo».
Del cda uscente dell’Ente Manifestazioni fanno parte il presidente Walter Meale e i consiglieri Claudio Cornacchia, Paolo Ferri, Guido Maglia e Gisella Orsini, tutti in proroga da 8 mesi. Al posto del cda, adesso, potrebbe arrivare un amministratore unico e potrebbe essere introdotto un compenso. «Crediamo che sarebbe più opportuno», dicono i consiglieri Pd, «che il sindaco e la attuale maggioranza di centrodestra si confrontino con le opposizioni per giungere alla definizione di una formula condivisa per la salvaguardia dell’Ente, per un suo rilancio e per il pieno risanamento da una situazione debitoria che, in questi ultimi anni, chiuso anche il teatro D’Annunzio, in uno scenario di scarsa trasparenza, è divenuta un problema per l’intera città di Pescara».
Secondo il presidente Meale, la responsabilità dei debiti è delle «gestioni precedenti»: «La nostra gestione, iniziata nel marzo 2021, è stata al contrario una gestione economico finanziaria sana e responsabile, che, se da un lato ha registrato un notevole incremento delle attività culturali e di spettacolo organizzate a favore del territorio, dall’altro non ha prodotto squilibri di natura economico-finanziaria, che sono derivanti, come ormai chiaro a tutti, dalle gestioni precedenti». Il Pd ribatte: «Quando l’opposizione si dice disponibile a dare una mano e la risposta è l’abolizione del pluralismo, vuol dire che il nervosismo ha preso il sopravvento, e ci chiediamo il perché. La giunta Masci fermi la macchina della nomina a senso unico, per il bene della cultura pescarese».