[EMPTYTAG]Il Colle vigila, governo avanti senza strappi

[EMPTYTAG]Mattarella mantiene il riserbo in attesa dei risultati definitivi, escluso lo scioglimento delle Camere
[FIRMA&LUOGO]di Fabrizio Finzi
<MC>ROMA
[TESTO]Non è mai successo in Italia di sciogliere le Camere - con un governo che non si dimette - perché c'è stato un voto regionale di senso contrario. Non ci saranno particolari strappi rispetto a una tradizione repubblicana ottuagenaria. Al Quirinale regna il massimo riserbo in attesa dei risultati definitivi ma considerazioni e analisi della vigilia non sono certo cambiate ieri quando il clima in maggioranza risulta decisamente più disteso che alla vigilia. Questo 21 settembre con un inedito doppio incrocio ad alto rischio tra referendum e elezioni regionali era cerchiato di rosso al Colle dove Sergio Mattarella da tempo guarda con estrema preoccupazione alla pandemia ed ai suoi disastrosi effetti sull'economia e il lavoro. Troppa è la carne al fuoco in questi mesi per allentare il senso di responsabilità di ognuno, a partire dalla classe politica. Nel chiuso delle stanze del Quirinale infatti, si è sempre escluso che il risultato di elezioni regionali - e fors'anche l'entrata in vigore del taglio dei parlamentari - possa comportare lo scioglimento dell'attuale Parlamento. Basta guardare la legge e aggiungere le prossime scadenze del Paese per far tremare le vene nei polsi solo ad immaginare le conseguenze di uno scioglimento anticipato della legislatura in questa fase. E certamente non si parla dell'ultima richiesta della Lega al presidente affinché sciolga le Camere proprio in virtù del fatto che la conferma referendaria impedirebbe una regolare elezione del prossimo presidente della Repubblica. Richiesta sulla quale il Colle non interviene proprio, ma che già a caldo è stata giudicata singolare da diversi costituzionalisti. Per inquadrare un percorso politico bisogna quindi partire dall'inderogabile necessità di ridefinire i collegi e possiamo subito calcolare due mesi di tempo. Si arriverebbe alla fine di novembre, cioè proprio nel momento più caldo dell'approvazione parlamentare della legge di Bilancio. Sempre in quelle settimane il lavoro del Governo sui progetti per il Recovery plan si troverà in una fase calda con alle porte l'inizio del nuovo anno, quando i provvedimenti dovranno passare al vaglio della Commissione Ue.

