Ente Manifestazioni, buco da 500mila €

Spuntano debiti verso una banca e i fornitori, il Comune avvia un piano di rilancio: stop al cda con 17 componenti
PESCARA. Un buco di quasi 500 mila euro. Sono i debiti dell’Ente Manifestazioni Pescaresi verso una banca e verso i fornitori. L’Ente Manifestazioni, che organizza il Festival jazz e la rassegna Funambolika e che gestisce il Teatro D’Annunzio e l’auditorium Flaiano, attraversa una fase di crisi senza precedenti per i tagli alla cultura e per il ritardo con cui la Regione versa il proprio contributo: dalla Regione si aspettano ancora 156 mila euro del 2015. Ma la stagione 2016 è salva.
Piano di rilancio. All’inizio del 2016, dall’Ente Manifestazioni Pescaresi è uscita la Provincia e sono rimasti soci il Comune, la Camera di Commercio e la Fondazione PescarAbruzzo. Ed è proprio il Comune il promotore di un «rilancio» dell’Ente Manifestazioni in tre mosse: un nuovo statuto per sfoltire il cda che adesso è composto di 17 persone; un piano di rientro dai debiti; un accordo con l’Agenzia del Demanio per ottenere la proprietà del Teatro D’Annunzio e dell’auditorium Flaiano.
Tagli al cda. Con i cambi allo statuto, in discussione nella commissione cultura del Comune guidata dal consigliere Pd Emilio Longhi, si mira a semplificare l’attività dell’Ente Manifestazioni: attualmente, il presidente è Raffaele De Ritis mentre il direttore artistico è Lucio Fumo. A De Ritis e a Fumo si aggiungono gli altri 15 del cda: Paolo Ferri, vice presidente, Giancarlo Alfani, Alessia Bascietto, Carlo Bufarale, William Ciccarelli, Giampiero Consoli, Luciano Cupido, Sandro Damiani, Marco Di Giacomo, Loris Di Giovanni, Mattia Giansante, Aleksandra Lazic, Mariarita Paoni Sacconi, Davide Pardi e Carmine Salce. Non è un cda d’oro ma di rappresentanza: i consiglieri percepiscono 30 euro di gettone di presenza a riunione ma, di solito, in un anno si fanno in media tre sedute. In base al prospetto degli incarichi pubblicati sul sito dell’Ente Manifestazioni, De Ritis e Fumo percepiscono 9 mila euro all’anno a testa per le mansioni di direttori artistici. Ora, sarà l’assemblea dei soci a decidere quanti dovranno essere i membri del cda rinnovato, da un minimo di 3 a un massimo di 7. Ma in ballo c’è anche un’altra possibilità: il cda potrebbe essere azzerato per un amministratore unico.
Banca. Tagli al superfluo che rappresentano un segnale di cambiamento rispetto al passato. Un cambio di rotta sollecitato da una banca. Nei mesi scorsi, a fronte di uno scoperto di oltre 100 mila euro, la Caripe, ora di proprietà della Popolare di Bari, ha chiesto all’Ente Manifestazioni di rientrare dal debito. Allora, il Comune è intervenuto da mediatore per difendere l’unico organizzatori di spettacoli di livello in città. Con il Comune a fare da garante, la banca ha dato la sua disponibilità ad aspettare ma ha chiesto un piano di rientro: il Comune lo chiama «consolidamento della posizione bancaria». Inoltre, in base a una delibera, un altro istituto bancario si è detto disponibile ad anticipare circa 200 mila euro per garantire liquidità all’Ente Manifestazioni: una boccata di ossigeno per salvare la stagione 2016 ed evitare che la cancellazione degli spettacoli aumenti ancora di più il debito. «L’Ente Manifestazioni deve continuare a operare per la città», dice il vice sindaco Pd Enzo Del Vecchio, «ma il Comune non può sobbarcarsi altri contributi se non quelli già previsti».
Agenzia del Demanio. Terzo passo, l’accordo con l’Agenzia del Demanio per la titolarità del Teatro D’Annunzio e dell’auditorium Flaiano: «Un provvedimento storico», dice Longhi, che chiuderebbe una trattativa che va avanti dal 2007. Sembra un paradosso, ma i due edifici sono stati costruiti su un terreno non comunale ma demaniale e, adesso, i fabbricati sono del Comune ma il sito no. Ora, l’Agenzia del Demanio è pronta a cedere il terreno in cambio della cessione, da parte del Comune, di altri immobili come la caserma dei carabinieri di via Lago di Borgiano.
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