Entra in casa con una scusa e spara ai vicini: arrestato

19 Maggio 2023

Nico Fasciani, 24 anni, esplode 8 colpi contro lo zio 56enne e la compagna 

CIVITAQUANA. È entrato in casa chiedendo di andare in bagno, come altre volte, solo che poi, quando è uscito, Nico Fasciani, 24 anni, fabbro incensurato di Civitaquana, ha cominciato a sparare contro il cugino di suo padre, e la compagna di lui.
Giancarlo Fasciani, 56 anni, è stato colpito in fronte e ora rischia di perdere entrambi gli occhi. La compagna, Paola Palma, 29 anni, è stata ferita alla bocca e poi al torace. Lui era sulla poltrona, lei sul divano, non hanno avuto il tempo di fare nulla: otto i bossoli recuperati nell’appartamento, tutti quelli che poteva esplodere la pistola. Nonostante le condizioni critiche, la donna è riuscita a chiamare il 112 e, con un filo di voce, a chiedere aiuto e a dire anche il nome di chi aveva sparato. Il gravissimo fatto di sangue si è consumato due sere fa a Civitaquana, uno paese di poco più di mille abitanti, dove si conoscono tutti ed episodi del genere, dicono i residenti, «non si erano mai visti nè sentiti».
La coppia è ricoverata in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Pescara. Serissimo il quadro clinico del 56enne, titolare di una piccola attività di raccolta del ferro. Tutto è accaduto in pochi minuti attorno alle 23 di mercoledì in contrada Sterpara. Dopo neppure mezz’ora, i carabinieri della compagnia di Penne, diretti dal tenente Alfio Rapisarda, hanno rintracciato e arrestato in flagranza con l’accusa di tentato omicidio plurimo aggravato, il responsabile che nel frattempo si era allontanato in macchina. E in macchina è stato fermato. Era vicino alla sua abitazione, che è a 50 metri da quelle delle vittime, dove stava per rientrare. E davanti ai militari dell’Arma, Nico Fasciani ha subito ammesso: «Ho fatto una cavolata. La pistola è in macchina», ha detto, senza però spiegare in maniera precisa il motivo del gesto, su cui adesso sono in corso le indagini. La pista principalmente è quella della droga, ma non si esclude nulla. Nei mesi scorsi, in qualche occasione, il 24enne, da tutti descritto come «un bravissimo ragazzo, impegnato nelle attività del paese», secondo le prime ricostruzioni degli investigatori avrebbe acquistato piccoli quantitativi di droga dal 56enne, indagato nel gennaio 2012 nell’inchiesta dei carabinieri di Penne “Ferro vecchio” relativa a un’attività di spaccio tra l'area vestina, Pescara, Chieti, Cepagatti e Spoltore.
Immediatamente sequestrata la pistola calibro 22 con cui il 24enne ha sparato almeno 8 volte. Oltre che alla fronte, il 56enne è stato colpito a una scapola. L’arma, da quanto emerso, era detenuta regolarmente dal giovane per uso sportivo. Fra i suoi hobby, c’è anche la caccia. Un ragazzo che non ha mai creato problemi a nessuno e non ha mai avuto a che fare con la giustizia. Per questo chi lo conosce non riesce a capacitarsi di quanto accaduto. Scioccati i genitori e i due fratelli. E forse oggi, nel corso dell’udienza di convalida in carcere, dov’è rinchiuso, Nico Fasciani potrebbe spiegare i motivi del suo gesto. Titolare del fascicolo è il sostituto procuratore Fabiana Rapino. Insieme ai carabinieri della compagnia di Penne, a lavoro per raccogliere più elementi possibili, anche i militari specializzati del Reparto operativo, coordinati dal comandante provinciale o Riccardo Barbera, che si sono occupati principalmente dei rilievi nell’abitazione adesso sottoposta a sequestro. Oltre a quella della droga, sono al vaglio anche altre ipotesi, dai dissidi familiari a questione di prestiti, debiti, o motivi lavorativi. Tutto al momento viene tenuto in considerazione. Le due vittime intanto sono tenute sotto stretta osservazione al Santo Spirito. In un primo momento, lui era stato trasportato dal 118 all’ospedale di Chieti, ma è stato poi trasferito a Pescara, dove da subito è stata ricoverata la 29enne, arrivata al pronto soccorso ancora cosciente, prima di essere intubata. È stata lei, con la pochissima forza che aveva, a chiamare i soccorsi. «Venite», ha detto ai carabinieri, «hanno sparato a me e al mio compagno», indicando anche chi. Quando i militari dell’Arma sono arrivati sul posto, insieme ai sanitari, la donna ha ribadito che a sparare «a sangue freddo» era stato il 24enne. Tesi confermata, prima di perdere conoscenza, dal compagno.