Entra in casa e trova i ladri «Ho gridato e sono fuggiti»

Residente di Città Sant’Angelo racconta l’ultimo furto in villa: allarme spaccato hanno rovistato ovunque per trovare i gioielli. Adesso abbiamo paura
SANT’ANGELO. Decidere di affrontare di persona i ladri, senza paura e senza un minimo di esitazione, entrando in casa mentre loro frugano negli armadi e nei comodini. Lo ha fatto una donna di 36 anni di Città Sant'Angelo, Novella Di Zio, che domenica pomeriggio ha ricevuto la segnalazione sul cellulare dal sistema di allarme della sua villetta in via Baiocchi e si è precipitata a casa, entrando per capire cosa stesse accadendo. L’arrivo dei proprietari ha messo in fuga la banda, che ha dovuto rinunciare a proseguire il lavoro.
«Io, mio marito e i bambini eravamo usciti da poco», racconta. Il mio cellulare, collegato all'allarme, ha cominciato a suonare segnalando la presenza di qualcuno che stava toccando dall’esterno la porta-finestra della cucina. Ho chiesto a mio marito, Marco Evangelista, di rientrare subito ma lui se l'è presa con calma, perché pensava che fosse colpa del gatto, ma io sapevo che non poteva essere così, per come è tarato il nostro impianto. Poco dopo è arrivata una nuova segnalazione: qualcuno era entrato in cucina. Poi sono passati in sala da pranzo e in salotto, come continuava a segnalare il cellulare. In quei momenti la sirena suonava in casa, eccome se suonava, ma loro sono andati avanti lo stesso. Infastiditi da quel suono hanno preso un martello, o forse altro, e hanno frantumato una parte dell’impianto, ma il fischio proseguiva. Si sono spostati in camera da letto e lì si sono fermati. Hanno messo tutto a soqquadro e usato la federa del cuscino come sacco. Hanno portato via il contenuto di diversi portagioie, ma contenevano solo poco oro e nessun oggetto di grosso valore e hanno perso tempo con le cose dei bambini». Arrivando sotto casa il marito è rimasto inizialmente in auto con i bambini mentre «io mi sono avvicinata e aprendo il cancello ho visto il cane in un angoletto, spaventato. Ho afferrato il telefono aspettando fino all'ultimo secondo per comporre il 112 ma entrando ho capito che c'era qualcuno. Nel frattempo mi ha raggiunta mio marito che ha visto l'allarme a pezzi, per cui ho contattato i carabinieri gridando "Correte ho i ladri in casa", e ho dato il mio indirizzo. In quei momenti, mentre urlavo un sacco di parolacce, si sono allontanati, ma hanno continuato davvero fino all'ultimo momento, nonostante l'allarme suonasse dal primo momento. Non ho visto nessuno ma ho sentito dei rumori arrivare dalla siepe, che hanno attraversato per scavalcare il recinto e passare per altre due case». Il tam tam nella zona è stato istantaneo. «Su Whatsapp», racconta sempre Di Zio, «abbiamo creato un gruppo a luglio, perché qui a Fonte umano c'erano tantissimi furti. Era un massacro». Domenica, quindi, ha subito segnalato la fuga della banda per chiedere aiuto e ha scoperto che «prima di entrare da noi i ladri sono entrati anche in una casa confinante e hanno portato via la cassaforte. Qualcuno, poi, dopo il furto a casa nostra ha visto tre uomini allontanarsi a piedi, e pensiamo che l’autista sia fuggito da solo».
L’ira e la paura non abbandonano questa donna. «Davvero una brutta sensazione», dice, «e tanta rabbia. Non mi interessa cosa hanno rubato ma non riesco ad accettare che abbiano messo le mani nelle mie cose, per cui ho subito messo in ordine la camera. Ora abbiamo paura: abbiamo dormito tutti insieme, con i quattro bambini, e l'altra sera nessuno andava in bagno da solo. E per il futuro ci dobbiamo attivare, anche con le telecamere». Il bottino dei due furti si aggira sui tremila euro.
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