«Entriamo anche noi nella Nuova Pescara»

15 Agosto 2018

Città Sant’Angelo, alcuni consiglieri lanciano un appello: sì alla fusione con il capoluogo adriatico

CITTÀ SANT’ANGELO. Anche Città Sant’Angelo nella Nuova Pescara? Una suggestione che divide ma neppure troppo, già lanciata diversi anni fa dal sindaco Gabriele Florindi attraverso un’intervista al Centro quando diceva che «Pescara per decollare e connotarsi non può fare a meno di Città Sant’Angelo». Florindi adesso corregge un po’ il tiro, pur confermando la sua posizione, e ricorda che non avrà più voce in capitolo come sindaco perché sta per concludere il suo secondo mandato. «Di fronte a un momento di globalizzazione mondiale, il fatto di essere pro e contro è un po’ superato dalla realtà delle cose vedo come un problema la situazione che si sta delineando con la legge regionale, che pure sancisce definitivamente la nascita del nuovo Comune ma non sembra convincere parte della popolazione, o almeno quella rappresentata dai sindaci». La nascita della Nuova Pescara potrebbe dunque essere solo il primo passo per la creazione di una nuova città, ancora più grande. E Città Sant’Angelo è la prosecuzione naturale della fusione, che verso Francavilla o San Giovanni Teatino avrebbe la difficoltà di dover superare i confini della provincia d’appartenenza (e quindi di andare oltre le prerogative di una legge regionale). È completamente favorevole all'ingresso di Città Sant’Angelo nella Nuova Pescara il presidente del consiglio comunale Franco Galli: «Città Sant'Angelo e Cappelle sul Tavo non possano restarne fuori: diventerebbero dei comuni isolati. E poi è necessario chiudere il cerchio dell’area metropolitana che è accomunata da varie problematiche come viabilità e gestione dei rifiuti». Sulla stessa lunghezza d'onda il consigliere Ignazio Pratense: «Al momento siamo fuori e nessuno ci ha invitato, ma tra 5 o 10 anni Città Sant’Angelo non potrà restare fuori dai giochi. È prematuro parlarne, ma dopo la nascita della Nuova Pescara logisticamente non potremo guardare all’area vestina o al teramano». Poco convinto invece Carlo Ciabarra del M5S: «Potrebbe essere un’opportunità, ma bisogna chiedere ai cittadini attraverso un referendum». In ogni caso, per unire i Comuni la consultazione delle popolazioni interessate è obbligatoria. Anche Maurizio Valloreo, capo del gruppo consigliare SiAmo Città Sant’Angelo, appare preoccupato delle conseguenze negative: «Noi apparterremmo alla periferia di questa grande Pescara, ed essere tali ha lati positivi e negativi. Non abbiamo preclusioni, può essere una grande possibilità, ma abbiamo qualche dubbio perché finiremmo per essere una periferia». L'ex vice sindaco Alice Fabbiani, Sinistra Italiana, cade dalle nuvole: «All'ingresso di Città Sant’Angelo nella Nuova Pescara non ho mai pensato. In caso di referendum dovrei studiare bene la situazione per valutare». (p.d.s)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .