Entro giugno in Abruzzo la scelta sui dati sanitari

6 Giugno 2024

Anche gli esami antecedenti a maggio 2020 migrano nel Fascicolo elettronico La Regione avvisa i cittadini: «Possono opporsi se preferiscono la privacy»

PESCARA. Gli abruzzesi che non desiderano che i propri dati sanitari anteriori al 18 maggio 2020 migrino nel Fascicolo sanitario elettronico nazionale, devono comunicare il diniego entro il 30 giugno. L’avviso è stato pubblicato due giorni fa, in bella vista, sul sito della Regione Abruzzo.
Il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) consente di archiviare digitalmente, e recuperare rapidamente per finalità di cure mediche o profilassi, la documentazione medica, completa e in formato elettronico, sullo stato di salute psicofisico, passato e presente, di un cittadino.
Strutture sanitarie pubbliche e private, compresi i vari servizi sanitari regionali, avevano già iniziato, più di dieci anni fa, ad archiviare digitalmente la documentazione sanitaria dei pazienti: dalla memorizzazione dei referti di analisi ed esami diagnostici, alla informatizzazione della cartella clinica, sino alla raccolta sistematica degli acquisti di medicinali per creare una completa “storia farmacologica” del paziente.
Il Fascicolo sanitario elettronico però è nato ufficialmente nel 2012 come strumento a servizio del paziente, subordinato al suo consenso, che, anziché portare con sé, ad ogni visita, tutti i documenti della propria storia clinica e farmacologica, poteva scegliere di archiviare tutto online, e consentire ai vari medici e strutture l’accesso. Ma la grande mole di dati sanitari archiviati costituiva, e costituisce ancora oggi, uno straordinario patrimonio per finalità di studio e ricerca scientifica in campo medico, biomedico ed epidemiologico, e di governo delle politiche di sanità pubblica.
Con il Covid-19 questa seconda finalità ha acquisito una nuova rilevanza. Tant’è che il 19 maggio 2020, in piena pandemia, il decreto Rilancio ha soppresso la necessità del consenso dell’assistito per l’alimentazione del Fse, che da allora ha iniziato a raccogliere le informazioni su prestazioni ed eventi sanitari senza chiederne l’autorizzazione.
I provvedimenti attuativi hanno poi introdotto un nuovo e potenziato “Fse 2.0”, in cui oggi confluisce ogni prestazione sanitaria erogata da operatori pubblici, privati accreditati e privati autorizzati, e che raccoglierà anche tutte le informazioni relative a eventi clinici riferiti a prestazioni erogate dal Ssn fino al 18 maggio 2020, quando era ancora richiesto il consenso dell’interessato. Ma a tutela della privacy è stata prevista la possibilità di opporsi a questa “migrazione massiva” dei propri dati sanitari. Il cittadino che non desidera che i propri dati sanitari anteriori al 18 maggio 2020 finiscano nel Fse, deve quindi comunicare il diniego entro la fine di giugno.
Decorso tale termine, il trasferimento avverrà in modo automatico e massivo e non sarà più possibile impedirlo. Chi desidera avvalersi di tale facoltà deve farlo attraverso il portale del Sistema tessera Sanitaria. Chi, invece, è favorevole non deve fare nulla.
Le modalità di presentazione dell’opposizione sono disciplinate da un decreto. La scelta si può fare solo online, accedendo al servizio “FSE - Opposizione al pregresso” disponibile sul portale del Sistema Tessera Sanitaria (Sts).
Nell’area del portale riservata al Cittadino (https://sistemats1.sanita.finanze.it/portale/area-riservata-cittadino) è presente l’apposita funzionalità, che rimarrà attiva solo fino al 30 giugno prossimo.
L’accesso avviene autenticandosi tramite identità digitale: usando la Tessera sanitaria o la Carta nazionale dei servizi (Cns), la Cie-Carta di identità elettronica (purché si abbia il relativo pin) oppure tramite Spid.
Una volta entrati, la procedura è semplicissima: si deve prendere visione dell’informativa, e poi basta cliccare sulla casella “Opposizione” e poi premere il pulsante “Mi oppongo”, in modo da inviare la propria dichiarazione.
I dati dal 2020 ad oggi alimentano già automaticamente il Fse: chi non si oppone all’acquisizione del pregresso avrà il vantaggio di avere un archivio più completo di tutte le proprie patologie, cure pregresse e storico di tutti i referti, ovunque resi in Italia. E ogni volta che accederà ad una visita (compreso il pronto soccorso), tutta la propria storia sanitaria sarà disponibile al medico con un vantaggio non solo pratico (non doversi portare in giro ingombranti fascicoli cartacei), ma anche di efficacia, perché un sanitario che ha più informazioni può curare meglio. I dati che migrerebbero nel Fse sono comunque già presenti negli archivi digitali delle strutture regionali.
La novità sarebbe la “concentrazione” su una piattaforma nazionale. L’infrastruttura assicura l’accesso di sole persone autorizzate, con adeguate misure di sicurezza anche informatica. (u.c.)
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