«Era bello impegnarsi per i bimbi»

21 Aprile 2017

Parla uno degli anziani rimasti a casa: «Per molti di noi quei soldi erano preziosi»

PESCARA. La brutta notizia è arrivata martedì. I nonni vigile sono stati convocati in Comune e hanno saputo dal vice sindaco Antonio Blasioli, dal comandante della polizia municipale Carlo Maggitti e dal maggiore Sergio Petrongolo che il servizio sarebbe stato interrotto perché non c’è più la possibilità di pagamento attraverso i voucher, che sono stati abrogati. L’effetto è stato quello di una doccia fredda.

«Pensavo che volessero dirci qualcosa in vista dei referendum. E invece ci hanno comunicato che non sanno come pagarci. Ci hanno prospettato la possibilità di dar vita a un’associazione, ma ci sarebbero delle spese, uno statuto da mettere a punto», spiega uno dei nonni vigile in servizio a Pescara, Antonio D’Intino, pensionato di 66 anni.

E quindi, cosa è accaduto?

L’effetto è stato immediato, con l’interruzione del servizio, perché non siamo coperti da assicurazione. E non siamo più davanti alle scuole da mercoledì, quando sono riprese le lezioni dopo la pausa di Pasqua. Al momento non c’è la possibilità di andare avanti, ma spero che si risolva.

Per quanto tempo lo ha fatto?

Per cinque anni?

E dove?

Fino a qualche giorno fa ero in via Gioberti, ma per tre anni sono stato alla scuola Bosco.

E come funzionava per il pagamento?

Dovevamo consegnare la cartella delle presenze, con le firme all’entrata e all’uscita. Una volta acquisiti i dati di tutti ci consegnavano i voucher da riscuotere al tabaccaio, con il codice fiscale.

Per quale importo?

Erano 7,50 euro al giorno.

Con quali orari?

Io andavo dalle 8.15 alle 8.30 e dalle 12.50 alle 13.30 circa.

Era remunerativo?

Io andavo a piedi, dai colli a piazza Duca, per cui non mi costava niente. Chi si spostava in macchina non aveva tutta questa convenienza. E se mi avessero assegnato una scuola più lontana non sarei andato. Ma per me non era una questione di soldi.

E perché lo faceva?

Perché mi piace stare con i bambini, forse perché ho i nipoti lontani. E perché ci si tiene impegnati. Poi si prova una grande soddisfazione quando le mamme ti consegnano i bimbi: trasmette fiducia. L’alternativa era stare a casa ad ammazzare il tempo.

Le reazioni degli altri?

Sono state molto dure. Ci sono donne che prendono 450 euro di pensione e hanno supplicato il Comune di andare avanti perché con quei 150-200 euro pagavano bollette. E anche queste somme minime hanno un peso, in tempo di crisi. (f.bu.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA