Era il 31 agosto del 1943: l’attacco aereo alle ore 13,20
PESCARA. In quella estate del 1943 Pescara pagò un tributo altissimo di sangue e distruzione. Le bombe degli Alleati cadute sulla città, durante la seconda guerra mondiale, il 31 agosto, il 14, 17 e...
PESCARA. In quella estate del 1943 Pescara pagò un tributo altissimo di sangue e distruzione. Le bombe degli Alleati cadute sulla città, durante la seconda guerra mondiale, il 31 agosto, il 14, 17 e 20 settembre, costarono la vita a migliaia di vittime civili rimaste sotto le macerie. Oltre 3.000 persone persero la vita (6.000 caduti, secondo altre fonti), 1.265 edifici crollati, 1.335 danneggiati gravemente e altre 2.150 costruzioni del centro abitato lievemente. Chi si salvò pagò lo scotto dello sfollamento nei paesi vicini. Dopo gli attacchi, Pescara era rasa al suolo all’80%. Epicentro della disfatta, prevalentemente il centro della città, con punti nevralgici abbattuti come il tracciato ferroviario, i magazzini e scali merci, il palazzo del governo. Quel 31 agosto era ora di pranzo, la spiaggia affollata di bagnanti, il caldo torrido. Alle 13.20 l'attacco con i bombardieri B-24 provenienti dal mare, ricordano i sopravvissuti. Le aree maggiormente colpite quelle tra le attuali via Nicola Fabrizi e via Firenze, il palazzo governativo che ospitava il presidio militare e la zona intorno alla stazione ferroviaria. (c.co.)

