«Era nascosto nella nostra cantina, ho rischiato grosso»

25 Gennaio 2016

PESCARA. Ha rischiato grosso Carlo Ranieri, l’uomo che ieri pomeriggio si è trovato a pochi centimetri da Maxym Chernysh, l’ucraino accusato del duplice omicidio avvenuto nella mansarda di via...

PESCARA. Ha rischiato grosso Carlo Ranieri, l’uomo che ieri pomeriggio si è trovato a pochi centimetri da Maxym Chernysh, l’ucraino accusato del duplice omicidio avvenuto nella mansarda di via Tibullo e che subito dopo si è rifugiato in un locale di via dei Pretuzi.

Ranieri racconta di aver raggiunto lo stabile del fratello, in via dei Pretuzi, e di aver «provato ad aprire la porta di un locale dove si trovano i contatori e l’autoclave», ma di averla trovata «chiusa a chiave». Eppure, spiega, «quella porta è sempre aperta, bloccata all’esterno solo da una catenella che evita all’uscio di spalancarsi, per consentire ai gatti di entrare e uscire».

«Dovevo mettere da mangiare ai gatti», aggiunge, «ma la porta era bloccata. Come ho impugnato la maniglia mi sono sporcato la mano di sangue». A quel punto si è messo in contatto con il fratello, ha chiesto spiegazioni, e lo ha invitato a contattare un fabbro per accedere al locale. È rimasto lì «circa 15 minuti e dallo sgabuzzino non si sentiva arrivare alcun rumore. Sono andato via», aggiunge, «e quando sono rientrato ho trovato polizia e carabinieri». Solo dopo ha capito che in quel locale si era nascosto l’ucraino, e che aveva con sé un coltello.

Dopo aver saputo del duplice omicidio che si è consumato a poca distanza da lì, Ranieri ha capito di aver corso un grosso pericolo. «Meno male», dice tirando le somme, «che il locale era chiuso». ©RIPRODUZIONE RISERVATA