«Era pieno di sangue sulla maglia»

Parla la studentessa-testimone, l’ultima persona che ha visto Fausto vivo
CHIETI. Il racconto è agghiacciante. Si indica il petto, Debora, studentessa campana, quando dice: «Qui era tutto pieno di sangue». E’ lei l’ultima persona che ha visto lo sguardo di Fausto Di Marco. Erano occhi persi nel vuoto di chi sa che sta per morire.
Debora e le sue amiche universitarie erano nel kebab di via Pescara, l’altra notte a Chieti Scalo, e mezzora prima del delitto hanno visto Di Marco entrare nel locale accanto al circolo 3 Assi. Ha acquistato un panino ed è uscito. E’ rimato poco, nel kebab, la vittima, quanto è bastato però a Debora per riconoscerlo: «L’avevo visto suonare alla Cueva (un locale della movida di Chieti alta, ndr), e mi era rimasto impresso nella memoria». Che ieri mattina prima dell’alba si è riaccesa quando quel quarantenne è riapparso all’improvviso davanti alla porta del kebab per la seconda volta mentre Debora sta guardando fuori. «Non ho visto mentre è stato colpito, né so chi è stato», racconta lei davanti alla questura mentre fuma una sigaretta e attende di essere presa a verbale dalla Squadra Mobile.
Quando Debora rivede Fausto, quasi ha già la carotide trafitta e lo sguardo perso nel vuoto. «Gli ho visto mettersi la mano al collo, poi tutto quel sangue che gli macchiava gli abiti...», continua la ragazza che, in quell’attimo da pelle d’oca, si volta verso le amiche per urlare:«Sangue, fuori c’è il sangue». Ma non fa in tempo a girarsi di nuovo verso l’uscita e il marciapiede che Di Marco è già disteso a terra prono e immobile. Dal kebab escono tutti. Ma è inutile. C’è però un rumore che ha colpito sia Debora e sia le amiche. E’ il rumore di un vetro infranto. «Sì, l’ho sentito in modo distinto. Era come una bottiglia rotta...», precisa l’universitaria che poi prega i cronisti di non pubblicare il suo cognome: «Ho paura», dice, «che possa accadermi qualcosa». Lei, come le altre e gli altri, restano in questura per dieci ore. E’ una delle ultime ad essere sentita come testimone, alle 19 di ieri, quanddo ormai Cipressi è già stato fermato e c’è un’altra donna testimone che, per pm e polizia, ha risolto il caso. (l.c.)

