«Era prudente, qualcosa non ha funzionato»
Il dolore del nipote Simone: «Mio zio faceva da vent’anni quel lavoro, sapeva come comportarsi»
PESCARA. «Mio zio era una persona bravissima, un gran lavoratore con un’esperienza pazzesca. Sono più di vent’anni che fa quel lavoro, ci è nato sui tetti». Simone è il figlio di una delle sette sorelle di Maurizio D’Ottavio e con dolore accetta di raccontare qualcosa dello zio di poco più grande di lui. Lo fa perché troppi sono i dubbi sulla tragedia che li ha colpiti, perché, ripete il familiare, «mio zio sapeva come comportarsi e, soprattutto, era un tipo prudente».
Saranno adesso le indagini dei carabinieri e i rilievi della Asl di Chieti a cercare di ricostruire una tragedia che ha ancora dell’incredibile considerando l’esperienza di D’Ottavio e della stessa ditta per la quale stava lavorando, la X Trade dell’Aquila con sede a Pescara, specializzata proprio nella bonifica e nello smaltimento di amianto, ma anche nelle realizzazione di coperture all’avanguardia per l’edilizia civile e industriale.
«Qualcosa non ha funzionato», ripete Simone che come gli altri della famiglia aspetta di avere risposte, «vedremo che cosa dirà l’autopsia, ma lui non si sarebbe mai messo a lavorare a quell’altezza senza imbracarsi. Pure se è finito su un macchinario è caduto comunque da 12 metri, se l’imbracatura avesse funzionato non sarebbe arrivato fino a sotto, su quel macchinario».
(s.d.l.)
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