Erbacce e rovi sui binari: manutenzione sotto accusa

In Procura attesi gli esiti dei controlli del gruppo speciale dei carabinieri forestali L’ipotesi più accreditata resta il rogo divampato a causa di una scintilla del treno
PESCARA. A un mese dall’incendio che ha distrutto gran parte della Pineta dannunziana, la procura di Pescara sta per tirare le somme dopo un intenso lavoro investigativo. Anche se mancano ancora alcuni tasselli da sistemare e soprattutto il deposito della relazione del Niab (lo speciale nucleo dei carabinieri forestali, esperti nell’analizzare il territorio in relazione al clima, al vento, all’orografia e alle temperature) che ha approfondito le indagini, la pista più accreditata, al momento, sembra essere quella legata alle scintille partite dal passaggio del treno. I carabinieri forestali, che stanno conducendo le indagini su input del sostituto Anna Benigni, hanno acquisito dalle ferrovie sia gli atti sulla manutenzione del tracciato ferroviario, sia i risultati della scatola nera dei treni, quella che registra velocità, frenate e quant’altro. A detta di Rfi la manutenzione sarebbe stata effettuata regolarmente su quel tratto, da parte della ditta esterna cui vennero affidati i lavori in subappalto. Circostanza che sarebbe stata confermata dalla stessa ditta, anche se restano delle perplessità sulle condizioni del tracciato. L’eventuale scintilla partita da una frenata del treno non avrebbe potuto procurare nessun incendio se effettivamente la zona che corre a fianco dei binari fosse stata pulita da sterpaglie. Mentre si stanno invece ancora effettuando gli ultimi controlli sulla scatola nera, in relazione, come si diceva, alla velocità e alle frenate che in quel tratto avrebbero fatto i treni in transito. Tutto, naturalmente, deve poi essere rapportato al video girato da un residente che mostra la nascita del fuoco, in un orario che sembrerebbe essere compatibile con il passaggio di uno dei treni presi in esame dall’inchiesta.
L’ipotesi del piromane, a dire il vero subito passata in secondo piano, perde dunque sempre più quota anche perché in quella zona, setacciata dagli investigatori e dal Niab, non è stato trovato nessun tipo di possibile innesco: qualcosa che potesse far pensare alla mano di un uomo. Oltre al fatto che lo stesso video mostra, qualche centinaio di metri più avanti, un fumo, principio di un altro piccolo incendio, che avvalorerebbe ancora di più la tesi della scintilla partita da una frenata del treno in transito in quel tratto.
Diverso, e quasi sicuramente doloso, sembra essere invece il secondo incendio sviluppatosi circa 3 ore dopo (e cioè intorno alle 17 dello stesso giorno) lungo la strada comunale di Colle Breccia, che fa parte dello stesso fascicolo aperto dalla procura pescarese. Qui c’è addirittura un video, ripreso dalla telecamera di una villa della zona, che ritrae un uomo proprio nel punto di avvio dell’incendio, dove peraltro sarebbe stato trovato un innesco. Ci sarebbe dunque un sospettato sul quale gli investigatori stanno lavorando, anche se sembra scartata l'ipotesi che i due incendi possano essere collegati.

