Erika, avvocato single: grande responsabilità

PESCARA. Erika Scarpitto è avvocato in uno studio del centro di Pescara, ha 47 anni ed è single. Da agosto 2018 è mamma affidataria di una bimba di 9 anni. «Tutto è cominciato con un'esperienza come...
PESCARA. Erika Scarpitto è avvocato in uno studio del centro di Pescara, ha 47 anni ed è single. Da agosto 2018 è mamma affidataria di una bimba di 9 anni. «Tutto è cominciato con un'esperienza come volontaria in una casa famiglia. Quando ti avvicini a realtà come queste, ti si apre un mondo», commenta. «Questi minori per diversi motivi vengono tolti alle loro famiglie di origine, ma non hanno una rete, composta di nonni o zii, che può prendersi cura di loro. Credo che la responsabilità di questi bambini, del loro presente e soprattutto del loro futuro sia di tutti noi adulti. Mi sono domandata cosa potevo fare di più. Sono andata al Comune per informarmi sulla pratica dell'affido e a settembre 2017 ho dichiarato la mia disponibilità». A febbraio 2018 inizia per Erika un iter fatto di colloqui e corso di formazione.
«Mi venne prospettato il caso di tre fratelli, un maschietto di 10 anni» (affidato al fratello di Erika), «e due sorelline di 5 e 8 anni. Mi hanno affidato la bimba più grande. Inizialmente l’affido è stato part time. La andavo a riprendere a scuola. Nel pomeriggio la tenevo con me, aiutandola a fare i compiti e accompagnandola alle terapie delle quali necessitava. A giugno la bimba ha cominciato a dormire a casa mia nel weekend, poi in piena estate tutti i giorni». L’affido diventa h24 e, soprattutto, a tempo indeterminato. «In quest’ultimo anno, la bimba ha fatto passi da gigante. Era abituata a gestirsi da sola e non si fidava di nessuno, specie degli adulti. Non aveva regole e si autodeterminava. Ora, è lei stessa ad aver capito quanto siano importanti le sue nuove abitudini. Basta confrontare i quaderni di un anno fa con quelli di oggi. Le pagine ordinate sono il riflesso della sua conquistata tranquillità. L’affido è un percorso difficile, che ti impone di rivedere tutte le priorità. Nel mio caso, da single, è una responsabilità che non condividi con nessuno e ne senti tutto il peso», conclude Erika. «È un’esperienza che ti espone a provare l’abbandono, perché sarai tu, genitore, a essere “abbandonato” a un certo punto della vita. Ma qualunque figlio lo fa. Loro non sono tuoi. Passano attraverso di te e tu sei un tunnel con le luci, che li accompagna per un periodo. L’amore è anche saper lasciar andare». (m.pa.)

