Erika: l’obiettivo minimo è il ballottaggio

L’aspirante sindaco cancella la possibilità di accordi e alleanze. «Non siamo in cerca di potere»
PESCARA. «Andiamo dritti per la nostra strada, senza accordi e senza alleanze. Neanche in caso di ballottaggio. Non siamo alla ricerca del potere, ma vogliamo metterci al servizio dei cittadini». Parla così Erika Alessandrini, il candidato sindaco di Pescara del Movimento 5 Stelle, sostenuta nella sua campagna elettorale dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio e dal sindaco di Roma Virginia Raggi, arrivati ieri a Pescara nell’ambito del progetto Città del Futuro targato Rousseau City Lab.
L’aspirante sindaco del Movimento fissa l’obiettivo della tornata elettorale, anche alla luce dei risultati delle recenti regionali, che hanno stoppato il suo partito al 20%: «L’obiettivo minimo è quello di arrivare al ballottaggio. Vogliamo una Pescara più vicina ai cittadini e alle periferie. La nostra è una città che può e deve ottenere più servizi, attraverso un asse con la Regione». Parole, queste, che sono state pronunciate anche in riferimento alle dichiarazioni di Di Maio, che ha etichettato la giunta regionale guidata dal presidente Marco Marsilio come lenta.
Dal palco allestito dietro alla Nave di Cascella, Erika Alessandrini si ricollega ai temi del pomeriggio, portando un esempio concreto di politica condivisa. «A Pescara si voleva affidare ad un privato l’area di risulta, con ingenti perdite per le casse comunali e i parcheggi che sarebbero costati 9 euro al giorno a ciascuno di noi. Ci siamo confrontati, abbiamo organizzato incontri, riunioni. Abbiamo prodotto video, raccolto interviste. E, alla fine, da opposizione, abbiamo portato in consiglio 4.500 osservazioni. Una cosa mai accaduta prima nella nostra città, che alla fine ha impedito al progetto di andare in porto. Questa si chiama partecipazione, un qualcosa su cui da sempre il Movimento lavora e su cui continuerà a lavorare. È una strada già tracciata».
E poi conclude: «Gli altri puntano sul mare pulito e sull’abbassamento delle tasse. Le tasse in questo momento non si possono abbassare. Parlano di riqualificare le periferie, quando hanno avuto 18 milioni a disposizione e non l’hanno fatto. Loro mentono. Non facciamoci prendere in giro».(a.d.s.)
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