Eroina nel market di casalinghi Arrestata per spaccio la titolare

Penne: blitz dei carabinieri in via Sant’Agostino, la droga nascosta in un vaso in esposizione La donna, 39 anni, di Cappelle sul Tavo, sorpresa a cedere lo stupefacente davanti al suo negozio
PENNE. Una piccola bottega di casalinghi e articoli per la scuola trasformata in un più fruttuoso e redditizio market dello spaccio di droga. Nel tardo pomeriggio di martedì i carabinieri della compagnia di Penne hanno arrestato una 39enne originaria di Cappelle sul Tavo, Letizia Scavongelli, mentre cedeva, davanti al proprio negozio in via Sant’Agostino, a Penne, della droga ad alcuni tossicodipendenti del posto.
La donna, già nota alle forze dell’ordine, si era trasferita di recente nel capoluogo vestino per dare avvio alla sua attività commerciale di prodotti low-cost per la casa, attività utilizzata, secondo i carabinieri, come copertura per lo spaccio droga. La 39enne è stata sorpresa mentre, in cambio di 15 euro, cedeva un grammo di eroina a un 36enne del posto e altri 2 grammi ad altri due assuntori pennesi, anch’essi fermati dai militari.
I carabinieri di Penne, coordinati dal capitano Massimiliano Di Pietro, dopo aver sorpreso lo spaccio in diretta della donna nel cuore del centro storico vestino, hanno avviato un’attenta perquisizione personale, domiciliare e veicolare nei confronti della 39enne. All’interno del market sono stati scoperti altri 5 grammi di eroina nascosti in un vaso di cristallo posizionato tra gli articoli per la casa esposti in vendita, 150 euro in banconote di vario taglio e un’agenda con appunti e informazioni sulla presunta attività di spaccio. La donna è stata immediatamente arrestata, in regime di domiciliari, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il giudice ha convalidato l’arresto e rinviato al 7 ottobre il processo. Con l'arresto di Letizia Scavongelli sono saliti a 18, quest’anno, gli arresti in flagranza dei carabinieri di Penne per spaccio di stupefacenti. «Recentemente abbiamo riscontrato una diversificazione dei soggetti provenienti da altri centri della provincia pescarese che ambiscono a ruoli di primo piano nell’ambito dello spaccio della droga nell’area vestina», sottolinea il capitano Di Pietro.
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