«Esaltiamo l’artigianato per vincere la crisi»

Architetti e professionisti fondano Juice of Italy, il negozio virtuale delle tipicità «Il lavoro non c’è e siamo tornati alla nostra passione: il design di recupero»
PESCARA. «Succo inteso come spremere, tirare fuori le idee: è così che è venuto fuori il nome “Juice of Italy, la nostra startup che punta a valorizzare il manufatturiero italiano, i prodotti artigianali». Ci sono tre architetti, un avvocato, un esperto di computer e un commerciale dietro il nuovo sito che promuove l’Italia nato da giovani professionisti tra i 35 e i 40 anni che, un po’ precari e un po’ colpiti dalla crisi, hanno deciso di trasformare la loro passione per il design da recupero in lavoro. «L’idea è nata da un’esigenza personale, quella di essere tutti appassionati di design di recupero», spiega Ilenia Cardone, uno dei tre architetti che ha dato il via all’iniziativa. «Così, in questo periodo in cui il lavoro è calato abbiamo deciso di tornare a fare quello che ci piaceva di più e che ci diverte». Con Cardone, ad aprire il sito on-line da circa un mese e che al momento si occupa della promozione di una ventina di artigiani, ci sonogli architetti e designer Francesco Bruni e Benedetta Graziani, il web developer Cosimo Mandorino, mentre Davide Tarquini si occupa della parte commerciale e Fabien Presutti è l’avvocato che cura quella legale. Giovani che, accanto alla libera professione, vengono da esperienze professionali non stabili come nel mondo delle assicurazioni e così hanno voluto scommettere investendo.
“Juice of Italy” non è una vetrina di prodotti, come illustra Cardone, dove un produttore ha uno spazio e si autogestisce ma una piattaforma in cui un artigiano può esporre le sue creazioni e «noi ne curiamo il marketing», illustra ancora, «la promozione, il blog oltre agli aspetti burocratici soprattutto per la vendita all’estero. Un esempio? Se un artigiano di Siracusa si propone, ci dà una scheda illustrativa del suo prodotto che verrà, poi, fotografato in una certa maniera e se viene venduto l’artigiano avrà la sua percentuale». E’ all’estero che il sito guarda in particolare sfruttando il gusto, le tipicità italiane e le competenze acquisite dai giovani fondatori che, per passione, visitano fiere per prendere contatti e alla scoperta del made in Italy da presentare poi su Juice of Italy. «E’ come se noi diventassimo dei “tutor”: con il nostro sito vogliamo esaltare il sistema manufatturiero», aggiunge l’architetto pescarese, «e offrire insieme una struttura più forte per chi non ne ha i mezzi o le competenze». Sul sito sono presenti varie sezione: da quella del living, più legata all’arredamento, al tempo libero con accessori e anche una sezione dedicata ai libri. Il sito, www.juiceofitaly.com, è attivo da meno di un mese e, per il momento, ha raccolto prodotti di 16 artigiani abruzzesi e di altri di Roma di Milano e Torino. Accanto al virtuale c’è però anche una sede fisica in via delle Caserme che ospita anche di esposizioni. «Al momento abbiamo investito in Juice of Italy», conclude Cardone, «ma abbiamo deciso di prendere questa direzione perché purtroppo, per gli architetti così come per le altre professioni, il lavoro è sceso. Così, abbiamo trasformato quella che era la nostra passione fino a questo momento relegata a un passatempo in un lavoro».
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