Esami a Gastroenterologia con macchinari in prestito

L’ospedale di Pescara costretto a chiedere a Penne gli strumenti diagnostici Pettinari (M5S): «Operazione scellerata». Fortunato (Asl): «Così si risparmia»
PESCARA. L’ospedale di Pescara è costretto a chiedere in prestito alla struttura sanitaria di Penne i macchinari per la diagnostica per poter eseguire le visite. Accade al reparto di Gastroenterologia, dove mancano endoscopi e duodenoscopi. Così, da domani comincerà il trasloco degli strumenti per una o due volte alla settimana. Non solo, gli ospedali di Penne e Popoli dovranno fornire a Pescara anche una dottoressa e un infermiere.
La segnalazione arriva dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari, che parla di «operazione scellerata, destinata a creare caos nelle visite e costi ingiustificati per il trasporto». Di parere diverso il direttore sanitario della Asl Valterio Fortunato, il quale spiega che si tratta di una situazione temporanea, superabile con le prossime assunzioni. «Evitiamo così di far spendere decine di migliaia di euro all’azienda sanitaria per l’acquisto di nuovi apparecchi», dice.
Il trasferimento dei macchinari e dei sanitari da Penne e da Popoli avverrà solo in caso di necessità, avverte Fortunato. «Per adesso, sarà una volta a settimana», precisa, «poi, se necessario, diventeranno due».
Pettinari, invece, sostiene che saranno da subito due i giorni della settimana. «Una situazione paradossale», afferma, «creata dalla programmazione sanitaria errata fatta dalla Regione che, da un lato, non mette in condizioni di autosufficienza l’ospedale di Pescara e, dall’altro, priva il reparto di eccellenza di Penne dei macchinari, creando caos nelle liste di attesa e uno sperpero di denaro derivante dai viaggi tra Penne e Pescara e ritorno».
Il consigliere regionale sospetta che ci sia dietro qualcosa in queste scelte, ossia l’azzeramento del reparto di Gastroenterologia di Penne, considerato un’eccellenza. «Probabilmente», sostiene, «lo scopo è quello di diminuire i servizi, per poi giustificare la chiusura di un ospedale che sta subendo una morte assistita. Ricordiamo che Gastroenterologia di Penne effettua 600 esami annui di endoscopia. Il reparto, già declassato da Unità operativa semplice dipartimentale a Unità operativa semplice, non può sostenere la struttura di Pescara con i propri macchinari». «Inoltre», aggiunge, «questo depotenziamento rende l’ospedale di Penne subordinato a quello di Pescara, il che mette la struttura sanitaria vestina nella condizione di dover subire scelte che non sempre hanno come fine la qualità del servizio nell’area interna».
Ma Fortunato assicura che l’obiettivo dell’azienda sanitaria non è affatto questo. «Non vogliamo assolutamente azzerare il reparto di Gastroenterologia di Penne», ribatte.
Pettinari, comunque, avanza delle precise richieste in proposito. «La Asl di Pescara», osserva, «dovrebbe, a nostro avviso, tagliare gli sprechi, come quelli dell’affitto di altri macchinari e acquistare gli apparecchi necessari a garantire il servizio sanitario, senza andare ad intaccare un reparto funzionante e operativo come quello di Penne. La Regione lo deve ai cittadini pescaresi e pennesi. Crediamo che gli ospedali minori rappresentino un vero sostegno per i presidi dei grandi centri. Nel caso di Penne, stiamo parlando di un ospedale riconosciuto come eccellenza, questo rende la scelta della Regione ancora più ingiustificata».
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