«Esami di Stato senza gli scritti»

15 Novembre 2021

C’è una maxi petizione. Sindacati divisi, il ministro prende tempo

PESCARA. Un solo maxi orale come nel 2020 e nel 2021, oppure un ritorno alla modalità mista con le prove scritte come avveniva nell’era pre-Covid: è già vivo il dibattito sul prossimo esame di maturità, con la questione che divide anche i sindacati ed è già sul tavolo del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che però prende tempo.
Da una parte c’è una petizione, che ha raggiunto già 40mila firme, che vuole l’eliminazione delle prove scritte, anche «per una questione di equità ed evitare discriminazioni», come fa sapere la Uil Scuola. Possibilisti i dirigenti scolastici. Le ragioni di chi vorrebbe tornare all’esame classico portano a supporto soprattuttolo sforzo per il ritorno in presenza di quest’anno. C’è chi inoltre crede la soluzione del maxi-orale faciliti troppo gli studenti.
Ma c’è il fronte che vuole il ritorno all’esame classico. «Eliminare la prova scritta all'esame di Stato sarebbe un errore imperdonabile, significherebbe convincere i ragazzi che non sono più in grado di affrontare questa prova, che la pandemia ha portato via loro le capacità, le competenze, le opportunità», ragiona Elvira Serafini che guida lo Snals. Su posizioni siili anche i sindacati Cisl Scuola e Flc Cgil.
Il ministro Bianchi prende tempo e dice: «Sulla maturità stiamo lavorando. Fin quando non saremo usciti totalmente dal Covid dobbiamo mettere i nostri ragazzi in sicurezza. Il giudizio di quanto fatto lo scorso anno è buono. I ragazzi non hanno fatto tesine raffazzonate ma hanno colto questo momento di riflessione anche sulla loro condizione degli ultimi due anni». (u.c.)