Esclusa la lista di Di Pillo Parte la rivolta nei 5 Stelle

Il consigliere: «Violate le norme del movimento, Di Maio ci dia spiegazioni»
PESCARA. «Siamo stati epurati». «È stato azzerato un sistema democratico». «Non è la prima volta che lo staff di Rousseau agisce in barba ai principi di trasparenza e al rispetto degli individui». Sono parole pesanti quelle pronunciate da Massimiliano Di Pillo nei confronti dei vertici del suo movimento, i 5 stelle, accusati di aver escluso la sua lista per le prossime elezioni comunali, iscritta nella piattaforma Open Comuni di Rousseau, senza nemmeno prenderla in esame.
LA MAIL. Il consigliere aveva convocato una conferenza stampa, ieri mattina in Comune, per presentarla con tutti i candidati al consiglio compreso lui, in totale 32 e un candidato sindaco, ossia l’attivista di M5s Gianluca Travaglini. Ben sapendo, però, che era stata già certificata nella scorsa settimana la lista della sua collega consigliera Erika Alessandrini.
Fatto sta che, venerdì sera, Di Pillo ha ricevuto una mail dallo staff del Movimento 5 stelle che lo informava che i giochi erano fatti, ossia che era stata già scelta e certificata la lista della sua collega, dichiarata ufficialmente candidato sindaco per Pescara del Movimento 5 stelle. Non a caso la Alessandrini, una settimana fa, si era affrettata ad organizzare una convention all’Aurum per annunciare la sua corsa a sindaco.
Ed ecco il testo della mail ricevuta da Di Pillo. «Come da regolamento», si legge, «dal primo ottobre 2018, era possibile sottoporre una lista per le prossime elezioni amministrative e dal 15 novembre sono state avviate le certificazioni. Come visibile da comunicazione pubblica sul sito del Movimento 5 stelle è stata già certificata la lista che concorrerà per il tuo Comune alle prossime elezioni amministrative con il simbolo del Movimento 5 stelle».
LE ACCUSE. Così ieri mattina, di fronte agli organi di informazioni, Di Pillo si è sfogato. «La conferenza stampa era stata convocata per illustrare un eccezionale esercizio di democrazia», ha detto il consigliere, «la possibilità per 32 liberi cittadini, professionisti, attivisti storici del Movimento 5 stelle di mettersi in gioco per dare un fattivo contributo all’amministrazione della loro città». «Purtroppo», ha affermato, «la conferenza stampa è servita soltanto a raccontare come si azzera un sistema democratico. Nonostante il caricamento sulla piattaforma della lista, di cui fa parte il sottoscritto, sia avvenuta entro i termini previsti dal regolamento, cioè il 26 marzo, nella serata di ieri (venerdì, ndr) una mail di un non meglio specificato staff ci avvertiva dell’impossibilità di procedere all’accoglienza dell’istanza, essendo già stata certificata un’altra lista».
«Non posso fare a meno di interrogarmi su alcune fondamentali questioni», ha sottolineato, «innanzitutto, perché si è provveduto con tale rapidità ad assegnare una certificazione quando una seconda lista, caricata da settimane nel sistema era in procinto di essere sottoposta al vaglio della piattaforma? Con quali criteri si è deciso che la prima lista presentata sarebbe stata l’unica ad avere i requisiti di ammissibilità? E chi si assume la responsabilità di questa scelta?».
PARTE LA RIVOLTA. Alla conferenza stampa di Di Pillo c’erano anche diversi esponenti del movimento, tra cui Stefano Murgo, nome storico dei 5 stelle abruzzesi. Tutti si sono trovati d’accordo con Di Pillo e tutti si sono detti pronti ad andare fino in fondo a questa vicenda, considerata una violazione delle regole dettate dal movimento. «Non è la prima volta, però», ha osservato il consigliere, «che lo staff di Rousseau agisce in barba alle regole, ai principi di democrazia, alla trasparenza e al rispetto degli individui. Come può uno strumento creato per favorire decisioni partecipate e condivise divenire esso stesso un decisore arbitrario? Chiediamo spiegazioni al movimento, in particolare al capo politico Luigi Di Maio». «Abbiamo già informato deputati e senatori di questa questione e credo che ci siano altri casi del genere in Italia», ha concluso, «non mi presenterò candidato con altre liste. Da oggi, per me e per tutti gli attivisti di Pescara e non solo, inizia una battaglia di giustizia».
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