Escursionista precipitato, oggi i funerali

In via Vespucci l’ultimo saluto a Marco Carusotto, 59 anni: la caduta lungo il sentiero di Caramanico resta inspiegabile
PESCARA. «Chi pensa che per vivere basti respirare, ignora quanta vita ci può essere in tutti quei momenti in cui ci manca il fiato». Marco Carusotto, a un passo dal vuoto e aggrappato sulle pareti del Gran Sasso, raccontava così tutta la sua passione per la montagna. Un destino beffardo ha voluto che lui, 59 anni, escursionista esperto con un lungo elenco di vette oltre i duemila metri scalate e raggiunte, sia scivolato su un sentiero a misura di bambino, in località Ponte dell’Anello, nella Valle dell’Orfento a Caramanico. La tragedia è avvenuta intorno alle 11 di domenica mattina: un volo di 10-15 metri finito su un pendio ricoperto di erba. Sembrava un infortunio serio ma non disperato, invece le ferite riportate con quella cadute si sono rivelate troppo gravi e Carusotto è morto sei ore più tardi all’ospedale di Pescara.
Oggi è il giorno dell’addio: i funerali sono in programma alle ore 9.40 nel santuario del Cuore Immacolato di Maria in via Vespucci. Carusotto, residente in via Moro, era cresciuto proprio nella zona di via Vespucci: lascia la moglie Lucrezia, i tre figli Antonella, Matteo e Francesco, il fratello Roberto e la madre Marisa. Una famiglia distrutta dal dolore per un dramma all’apparenza inspiegabile. Carusotto amava vivere la montagna e spesso andava da solo. Era solo anche domenica quando è precipitato in un tratto contrassegnato dal grado di difficoltà «medio/facile»: un escursionista di passaggio ha assistito alla scena da lontano, ha sentito le grida ed è stato il primo a chiamare i soccorsi con una telefonata al 118. Carusotto ha battuto la testa sul terreno e riportato ferito alle gambe ma non sembrava in pericolo di vita. È stato recuperato dall’elicottero del 118 di Pescara con un equipaggio del Soccorso alpino e speleologico di Penne in azione con il verricello. Intorno alle 18, però, il decesso. E adesso, tra familiari e amici, rileggere le frasi che il 59enne affidava a Facebook assume un altro peso: «La vita è un profumo di emozioni perché rovinarlo con rabbia e rancori. Sorridi», diceva Carusotto, «elimina chi spegne il tuo sorriso e circondati di tutto ciò che riesce ad accenderti non solo il sorriso ma anche l’anima».

