Esplode la polemica sui revisori delle Asl

5 Agosto 2017

D’Alfonso ne designa quattro, Di Benedetto rinuncia. E i commercialisti insorgono: ecco i retroscena

PESCARA. La Regione sceglie i revisori dei conti delle Asl ma scoppia la polemica. Sono quattro gli esperti di conti designati direttamente dal governatore Luciano D’Alfonso. Ci sono? Si va da Marco Marino, candidato Pd alle primarie per il sindaco di Chieti, già presidente del collegio dei revisori dei conti della Asl teatina, ad Americo Di Benedetto, anche lui del Pd, sconfitto alle comunali aquilane. Che però rinuncia alla carica di controllore dei bilanci della sanità, e viene sostituto al volo dal governatore con Luca Verini, noto commercialista aquilano che, nel curriculum, si definisce esperto in project financing. E’ invece presidentessa del Lions Maria Elena Degli Eredi, la professionista scelta per la Asl di Pescara, figlia d’arte e già revisore dei conti della Finanziaria regionale. Il quadro delle nomine si chiude con il teramano Marco D’Alfonso: un caso di omonimia, che è anche un appassionato di corse in auto oltre che consigliere d’amministrazione della Banca del Vomano. Ma scoppia la polemica sollevata dalla Federazione dei Ordini dei commercialisti abruzzesi che contesta a D’Alfonso il metodo di scelta, invoca la norma regionale che prevede l’estrazione a sorte, da elenchi che vengono rinnovati ogni anno, e annuncia ricorsi gerarchici o al tribunale amministrativo. E arriviamo al fatto. E’ il 17 maggio scorso quando, nelle sede aquilana della Regione, l’estrazione invocata dai commercialisti avviene davvero. Alle 11,05 il verbale della seduta viene aperto. Tra i presenti c’è Lucrezio Paolini, vicepresidente del Consiglio regionale. Alle 11,17 si concludono i lavori: il segretario verbalizzante, Elisabetta Di Pietro, scrive i quattro nomi scelti a caso da un elenco di oltre 2mila professionisti abruzzesi. Ma questi non sanno che le nomine, le loro, sono come un gelato al solleone. Eccoli: Costantino Di Giacomo, per la Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila; Fabrizio Ferrati per Teramo; Umberto Di Bonaventura per Pescara e Maria Dolores Mastroddi per Lanciano-Vasto-Chieti. I nomi dei quattro commercialisti vengono comunicati a D’Alfonso che però pone un quesito all’avvocatura regionale: andavano estratti a sorte dal Consiglio regionale, come prevede una legge abruzzese del 2012, oppure designati direttamente dal presidente della giunta, come contempla una norma nazionale successiva del 2014? Il 21 giugno scorso, l’avvocato regionale Stefania Valeri gli risponde: «Le Asl hanno da tempo abbandonato il carattere di organi propri della Regione», scrive. «La novella introdotta dal legislatore statale, verosimilmente finalizzata a modificare le regole di funzionamento delle Aziende sanitarie locali, nell’ottica di realizzare una semplificazione dell’intero sistema anche in termini di razionalizzazione delle spese, è successiva alla modifica disposta dal legislatore regionale». Quindi il parere legale si conclude con la frase: «A sommesso avviso di chi scrive sembra trovare applicazione la modifica contenuta nella legge statale». Il verdetto dà il via libera a D’Alfonso. Che il 21 luglio procede alle quattro designazioni, e il 3 agosto tappa la falla del forfait di Di Benedetto. (l.c.)