Esplosione in strada distrugge un muro

Paura in via Prampolini: i carabinieri indagano su una ritorsione a un residente, ma lui nega: «Non c’entro e stavo al bar»
MONTESILVANO. Un boato, una nuvola di fumo bianco, vetri delle finestre ridotti in frantumi, un muro di recinzione divelto e calcinacci schizzati fino a 200 metri di distanza. È questo il bilancio di un esplosione avvenuta mercoledì sera alle 20 in via Prampolini, una traversa del quartiere Villa Carmine, a poche centinaia di metri dalla scuola media Ignazio Silone. La deflagrazione, provocata da polvere pirica, è avvenuta alla fine del vicolo cieco causando il crollo del muro che divide la strada da un’area occupata da un capannone, utilizzato in passato come deposito di materiale ferroso e ora in disuso, e a pochi passi da alcune abitazioni. Ed è proprio il luogo in cui è avvenuto lo scoppio che ha spinto i carabinieri di Montesilvano che indagano sull’accaduto, capitanati dal comandante Vincenzo Falce, a prediligere più di ogni altra la pista dell’attentato. La polvere, infatti, è stata fatta esplodere davanti al cancello della casa di Gianfranco Palmaricciotti, 48 anni già arrestato nel 2012 per essere stato sorpreso a Penne in possesso di una pistola in auto, e successivamente coinvolto a maggio 2014 in un’operazione antidroga. Secondo gli inquirenti, infatti, l’esplosione potrebbe essere interpretata come un atto intimidatorio nei confronti di Palmaricciotti che però, in quel momento, non era in casa e che ieri è stato ascoltato dai carabinieri alla ricerca di indizi utili ad individuare i colpevoli.
Una possibilità che, tuttavia, Palmaricciotti sembra escludere: «Se avessero voluto mandare un messaggio proprio a me», dichiara al Centro, «avrebbero posizionato l’esplosivo all’interno del mio recinto e non per strada. Tra l’altro il tutto è successo mentre io ero al bar e ho sentito solo un forte rumore. Una volta tornato a casa ho scoperto cosa era successo e che il botto aveva rotto il vetro di una finestra».
A vedere i propri vetri andare in frantumi a causa dell’esplosione, sentita a diversi chilometri di distanza, sono state anche le due famiglie dirimpettaie di Palmaricciotti che, alle 20, erano a cena insieme in un appartamento al piano interrato che non ha riportato danni: «Stavamo mangiando quando abbiamo sentito un boato pazzesco», racconta Catia Di Ciccio. «Si è staccata addirittura una tenda che ha colpito mio figlio di 10 anni che si è spaventato moltissimo. Inizialmente, pensavamo avessero esploso qualche botto di Capodanno ma poi abbiamo sentito un vicino urlare che forse era saltato il capannone vicino e così siamo usciti a controllare. Quello che abbiamo visto ci ha terrorizzato», prosegue, «dal momento che i pezzi di muro erano arrivati a centinaia di metri di distanza, le finestre erano ridotte in mille pezzi e l’esplosione aveva addirittura aperto il garage del vicino facendo danni alla sua auto».
Un episodio che i residenti hanno ricollegato anche ad un incendio appiccato nello stesso punto in una sera di luglio: «Quella volta ci abbiamo riso sopra», aggiunge Fiorenzo Pieramico, proprietario della casa che ha subito i danni maggiori, «ma questa volta siamo davvero spaventati. E pensare che io un quarto d’ora prima ero passato proprio affianco a quel muro. Non oso immaginare cosa sarebbe successo se avessi tardato qualche minuto».
Durante il sopralluogo, i residenti hanno trovato nel giardino anche batterie esplose che sono state consegnate ai carabinieri. Non è escluso che possano essere state usate per innescare la deflagrazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

