Esposto falso a nome Di Costanzo La consigliera va dai carabinieri

L’esponente Pd ha scoperto per caso dal dirigente Scorrano una denuncia alla Finanza a sua firma «È un fatto vile e ignobile. Mi auguro che le indagini permettano di risalire all’autore dello scritto»
MONTESILVANO. Una segnalazione alla Guardia di finanza a firma della consigliera comunale del Pd Romina Di Costanzo su presunte irregolarità nei lavori di riqualificazione di un condominio di Montesilvano. Peccato, però, che la diretta interessata non avesse scritto alcuna lettera e che sia venuta a conoscenza dell’episodio per caso.
È quanto accaduto all’esponente del Pd che ha scoperto che qualcuno, spacciandosi per lei, ha effettuato una denuncia alle Fiamme gialle. Come ricostruito da Di Costanzo davanti ai carabinieri di Montesilvano, tutto inizia il 27 ottobre quando, a margine di una commissione consiliare, la consigliera apprende casualmente dal dirigente Marco Scorrano di una denuncia che sarebbe stata sottoscritta da lei il 16 giugno 2021 alla Guardia di finanza di Pescara relativamente a interventi di efficientamento energetico in un condominio. Di Costanzo fa quindi richiesta di accesso agli atti e scopre che la lettera riporta il simbolo del Pd, «riprodotto in dimensioni imbarazzanti, il mio nome e cognome, attribuendomi impropriamente un incarico politico di segretaria cittadina, che in realtà ho dismesso già da 4 anni, e argomentando con errori sintattici, ortografici e di punteggiatura, in merito alla non idoneità di applicazione del superbonus 110% per un complesso residenziale in via Portogallo, sottintendendo un comportamento lascivo da parte del settore competente, invitando altresì il Comune ad agire con opportuni controlli, in un linguaggio e una descrizione sommaria che non mi sono consone, e concludendo con una firma clamorosamente falsa». Dopo aver acquisito la documentazione, la consigliera si è rivolta ai carabinieri per presentare una denuncia contro ignoti.
«Non ho idea di chi possa essere l’autore di un fatto così vile e ignobile», commenta, «né tanto meno cognizione circa la validità dei riferimenti alla segnalazione. È sconvolgente che si debba ricorrere a questi mezzucci per denunciare qualcosa, senza assumersene la paternità. Purtroppo viviamo in un clima di politica avvelenata ma sono certa che in questo ci sia la totale estraneità dei colleghi consiglieri di maggioranza e giunta. È un termometro della società contemporanea in cui la politica di pancia è alimentata anche dalle continue polemiche sui social dove chiunque trova sfogo, spesso senza prendersi la responsabilità di quello che dice, dietro lo scudo di un nickname. Mi auguro che le indagini permettano di risalire all’autore del falso e che l’accaduto rimanga un caso isolato».

